Infantino: "Trump fondamentale, senza il suo impegno questo Mondiale impossibile"

10 Giu 2026 - 22:12
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Senza l'apporto del presidente Donald Trump sarebbe stato "impossibile" organizzare un Mondiale negli Stati Uniti: così il presidente della Fifa Infantino in conclusione della conferenza stampa allo stadio Azteca, a Città del Messico, rispondendo a una domanda sul suo rapporto molto stretto con il presidente degli Stati Uniti. "Ho un ottimo rapporto con lui. Ne sono molto contento. L'ho conosciuto durante il suo primo mandato e ora, in questo secondo mandato, lavoriamo a stretto contatto. Senza il suo impegno e il suo coinvolgimento, credo che sarebbe stato, semplicemente, impossibile organizzare un Mondiale negli Stati Uniti. Non mi pento di questi Mondiali" ha proseguito Infantino. "Se volete criticare il sottoscritto fatelo pure. Ma, per favore, promuovete il fatto che il calcio unisce il mondo".

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Alla domanda se non si sia pentito di questa assegnazione, la risposta é stata netta: "No, nessun pentimento. Sono abituato ad affrontare i problemi: spero sempre che non ce ne siano, ma tant'è, è con questo che dobbiamo fare i conti. Alcuni provengono dagli Stati Uniti, altri dal Canada, altri ancora dal Messico. Speriamo di poterli risolvere tutti. Probabilmente no, ma facciamo comunque del nostro meglio". La presenza dell'Iran, nonostante il conflitto in corso con Stati Uniti e Israele, é per lui motivo di particolare soddisfazione: "Sono felice che l'Iran sia al Mondiale e orgoglioso del lavoro fatto dalla squadra Fifa perché questo fosse possibile. Abbiamo dovuto affrontare circostanze particolari sulle quali noi non avevamo alcuna influenza - ha sottolineato - Quando sono andato a trovare a marzo la nazionale iraniana ad Antalya, qualcuno mi ha detto che non avrebbero potuto venire al Mondiale. Io risposi che si erano qualificati, e sarebbero venuti. Così é stato. Ero pronto a guidare personalmente il bus da Teheran, ma non é stato necessario: l'hanno guidato da soli. Ora giocheranno, in un'atmosfera che sperso sia speciale".

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Ha suscitato scalpore la vicenda dell'arbitro somalo respinto dagli Stati Uniti: "E' un peccato quello che gli è successo. Ma, ripeto, non possiamo controllare tutto. Ci proviamo, ne discuteremo, parleremo, vedremo. A volte è bene calmarsi, rilassarsi, lavorare su tutto, cercare di risolvere ogni problema. A volte, mettersi subito a urlare e strepitare ha l'effetto contrario a quello di trovare una soluzione" ha detto Infantino a proposito di Omar Abdulkadir Artan, al quale è stato negato il visto d'ingresso negli Usai. "Credetemi, cerchiamo sempre di trovare soluzioni. Ma dobbiamo rispettare il fatto che non siamo i re del mondo e non possiamo scavalcare governi e forze di polizia. Siamo un'organizzazione sportiva".

Altro motivo di polemica é stato il prezzo dei biglietti. "Ad oggi ne abbiamo venduti oltre 6 milioni. La domanda è stata senza precedenti, non di poco, ma di dieci o più volte superiore. Il numero di richieste che abbiamo ricevuto è stato assolutamente incredibile". Il presidente della Fifa ha aggiunto che sono stati venduti 800.000 biglietti per le partite in California e a Los Angeles e "solo tre persone che li hanno acquistati si sono lamentate. Vorrei aggiungere che il nostro prezzo d'ingresso, di 60 dollari, è il più basso di tutti gli sport americani nelle fasi dei playoff. Anche il nostro prezzo medio, inferiore a 500 dollari, è il più basso tra gli sport americani. Permettetemi di congratularmi con il sindaco di New York, Zohran Mamdani. Ha messo in vendita 1.000 biglietti a 50 dollari e da allora ha ricevuto una copertura mediatica fantastica. Noi ne abbiamo messi in vendita 130.000 a 60 dollari e non abbiamo ricevuto una grande copertura mediatica... "