Mondiali 2026

Brasile, è Endrick-mania: Carletto, è arrivato il momento di puntare sul giovane fenomeno

Il classe 2006 è stato invocato da tutto lo stadio, che è esploso al suo debutto, per l'intera durata del match contro Haiti

di Umberto Porreca
20 Giu 2026 - 12:12
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Al 63' minuto di Brasile-Haiti, risultato di 3-0, tutto lo stadio si alza in piedi, invoca un giocatore che sta per entrare, lo ha invocato per tutti i 62' minuti precedenti: è il momento di Endrick. La giovane star verdeoro fa il proprio debutto al Mondiale 2026, e l'energia ed elettricità portati al match sono di quelli che fanno dire a tutti di aver assistito a un momento potenzialmente storico. Sui social di fede brasiliana negli ultimi giorni si è scatenata una ondata di delirio misto ironia-rabbia contro Ancelotti reo di non dare spazio al classe 2006, perché per i tifosi della Seleçao Endrick non è solo un giocatore, bensì una speranza. 

La partita di Endrick

 Il match del giovanotto di proprietà Real Madrid è durato solo 27 minuti, in cui ha portato ciò che al Brasile in questo Mondiale ha portato solo Vinicius: elettricità, carica e spunto. Ha fatto falli, ha lottato contro i massicci difensori haitiani, cercato di puntare in dribbling e ha anche segnato: galleggiando sulla linea del fuorigioco ha raccolto il suggerimento in profondità dell'altra stellina Rayan e ha infilato la palla sotto le gambe di Placide. Il gol è stato annullato per fuorigioco, ma il boato prima della bandierina alzata è stato da brividi. Segni, segnali del peso specifico potenziale di un ragazzo che può rappresentare e rappresenta il ritorno di un fenomeno verdeoro nel ruolo di punta centrale, posizione in cui da molto tempo i sudamericani stentano nel produrre giocatori di qualità... Mondiale. 

Il paragone rifiutato

 Probabilmente è troppo presto anche solo per pronunciare questo nome e forse sarà sempre troppo presto, ma non va nascosto che a molti tifosi brasiliani Endrick ricorda Pelé. Non è lesa maestà, è che i due si somigliano davvero per fisionomia: sono alti sostanzialmente uguale, hanno corpi sovrapponibili, dotati di gambe potentissime, spunto sul breve e fisico tozzo e massiccio. Va detto che spesso il paragone con O'Rey è stato devastante per chi è stato "eletto" suo erede: reggere le pressioni di tali aspettative non è per tutti, anzi, al momento non è stato per nessuno. Lo stesso Endrick ha toccato questo argomento, lamentandosi apertamente del confronto con il più grande calciatore brasiliano di sempre, e rifiutando di essere messo in discorsi con lui. E lo ha fatto tre anni fa, mettendo subito in chiaro le cose: non vuole saperne.

Il rapporto con Ancelotti

 Ancelotti ha un rapporto controverso con il giovane campione: lo ha allenato al Real Madrid, lo ha fatto giocare poco: solo 847 minuti nella stagione 2024-25, che sono comunque bastati al brasiliano per mettere giù 7 gol e 1 assist tra tutte le competizioni. L'addio di Carletto e arrivo di Xabi Alonso probabilmente rappresentavano nella mente del centravanti la possibilità di giocare di più: peggio che andar di notte, Alonso lo ha sostanzialmente cancellato dal campo facendogli giocare 100 minuti in tre mesi.
E allora via, in prestito a dimostrare tutto altrove destinazione Lione: risultato? 8 gol e 8 assist in 6 mesi in Francia, in cui ha sostanzialmente bullizzato qualunque avversario gli si parasse di fronte. Semplicemente rinato, inarrestabile. E ora, il ritorno tra le mani di King Carlo in verdeoro, l'attesa e il debutto: il momento di Endrick, però, sembra arrivato. Il Brasile non ha centravanti di livello internazionale, Raphinha è infortunato, Neymar sta recuperando (sarà a disposizione contro la Scozia, parola di Ancelotti) e Matheus Cunha ricopre quel ruolo da adattato, pur con eccellenti risultati vista la doppietta contro Haiti. La speranza dei tifosi verdeoro, ma anche di tutti quelli che amano il calcio, è che finalmente sia arrivata l'ora della fiducia in un giocatore potenzialmente epico, d'altri tempi per aspetto e per stile di gioco, che ha la scintilla necessaria per incendiare definitivamente il Mondiale del Brasile.