Caso Balogun, Trump conferma: "Ho parlato con Infantino, il fallo non c'era". Respinto il ricorso del Belgio
Secondo il quotidiano tedesco quattro giorni di pressing per togliere la squalifica a Balogun. La Uefa: "Decisione inammissibile"
Dalla Casa Bianca ai vertici della Fifa, passando per ministri, avvocati e il figlio dell'ex sindaco di New York Rudy Giuliani. Secondo un'inchiesta della Bild, sarebbe stata un'intensa attività di lobbying promossa dall'amministrazione del presidente Donald Trump a portare alla sospensione della squalifica dell'attaccante statunitense Folarin Balogun durante i Mondiali 2026. Una versione confermata da Trump in persona che ha ammesso di aver parlato del caso Balogun con Gianni Infantino: "Sì, l'ho fatto. Ho solo chiesto un riesame della decisione, non gli ho detto cosa doveva fare, non è stato lui a prendere la decisione. È stato un comitato a farlo. È stata una decisione brillante", la conferma il presidente USA che poi entra nel merito: "Non era un fallo, erano due atleti che si sono scontrati". Poi il Tycoon ha aggiunto: "L'arbitro è un po' sospetto, se guardiamo al suo passato", ha aggiunto Trump. "Ha preso una decisione alla quale nessuno poteva credere".
Stando al quotidiano tedesco, pochi minuti dopo l'espulsione di Balogun nella partita contro la Bosnia-Erzegovina, Andrew Giuliani avrebbe informato Trump, dando il via a una campagna durata quattro giorni per ottenere la revoca della squalifica che avrebbe escluso l'attaccante dagli ottavi di finale contro il Belgio. L'operazione avrebbe coinvolto, oltre ad Andrew Giuliani - capo della task force per la Coppa del Mondo alla Casa Bianca -, il segretario al Commercio Howard Lutnick, dirigenti della federazione calcistica statunitense e un team di avvocati incaricato di presentare ricorso alla Fifa. Parallelamente sarebbero stati raccolti elementi sull'arbitro brasiliano Raphael Claus, autore dell'espulsione, mentre il dossier veniva esaminato dagli organi disciplinari della Fifa.
Secondo Bild, giovedì Trump avrebbe anche parlato telefonicamente con il presidente della Fifa, Gianni Infantino, chiedendo chiarimenti sulle regole relative al cartellino rosso e alla conseguente squalifica. La Fifa, citata da Politico, non ha confermato il contenuto della conversazione, ribadendo soltanto che la decisione è stata presa in piena autonomia dalla commissione disciplinare indipendente.
Respinto il ricorso del Belgio
Dopo il comunicato della Fifa, arriva anche la conferma della revoca della squalifica: il ricorso presentato dal Belgio è stato respinto e giudicato "innamissibile". Balogun, dunque, potrà scendere regolarmente in campo contro il Belgio. La Federazione, però, non si arrende e annuncia che nel caso in cui l'attaccante venisse schierato, ne contesterà l’idoneità.
Le parole di Trump
Domenica la Fifa ha annunciato la sospensione della squalifica, consentendo a Balogun di scendere in campo contro il Belgio, ma non ha reso pubblico il rapporto che motiva il provvedimento né chiarito se la decisione sia stata adottata tramite voto della commissione disciplinare, alimentando ulteriori interrogativi sulla vicenda. Trump ha ringraziato pubblicamente la federazione per aver "fatto la cosa giusta".
Dal Belgio: "Effettuato ricorso"
Intanto l federazione belga avrebbe deciso di presentare ricorso contro la decisione con cui la Fifa ha revocato la squalifica per l'attaccante statunitense Folarin Balogun, a seguito del cartellino rosso rimediato contro la Bosnia. Lo riporta Le Soir. La federcalcio belga ha inviato una lettera alla Fifa interpretata come un ricorso e un membro del comitato d'appello dell'organismo è stato incaricato di pronunciarsi sul caso con la massima urgenza.
Malagò: "Decisione dal sapore politico"
"Il caso della squalifica inflitta e poi revocata all'attaccante statunitense Folarin Balogun? Stavo mangiando, a un certo punto mi sono arrivati 18 messaggi di uffici stampa, giornalisti, dirigenti che mi segnalavano questa strana storia. Onestamente mi è sembrata davvero un'assurdità. Sono andato a guardare questo articolo 27 del codice disciplinare Fifa. Chiariamolo subito: non è replicabile ai vari campionati nazionali e aggiungo meno male, sennò sarebbe l'Armageddon. C'è stato il precedente con Cristiano Ronaldo, ma su una squalifica multipla. L'altro caso risale addirittura al 1962. Ha un evidente sapore politico, l'ha riportato il New York Times". Così il presidente della Figc, Giovanni Malagò, ospite di 'Radio Anch'io Sport' su Rai Radio 1. "Questo è un precedente pericolosissimo, spero se ne rendano conto. Sono fautore di questo Mondiale, in cui gli stadi sono pieni, c'è una festa delle tifoserie. Ma quando vedi una decisione così a favore di una parte, perde la meritocrazia che è la base del calcio", aggiunge.
Dura la posizione della Uefa
Durissima presa di posizione dell'Uefa dopo la decisione con cui la Fifa ha revocato la squalifica dell'attaccante statunitense Folarin Balogun: "La decisione di ieri di sospendere per un periodo di prova di un anno l'applicazione della squalifica automatica di una giornata a seguito del cartellino rosso inflitto al giocatore Folarin Balogun ha oltrepassato un limite invalicabile - si legge nella nota - Il calcio, come qualsiasi altro sport, si basa su regole, che sono alla base di una competizione equa, onesta e trasparente. A volte le regole sono soggette a interpretazione. In questo caso no. Una squalifica automatica minima di una giornata a seguito di un cartellino rosso non è una facoltà discrezionale e non richiede la decisione di un organo competente per essere emanata. È un principio sancito dal regolamento, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno nel bel mezzo di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica". Per l'Uefa "quando la certezza delle regole non è più garantita dai suoi custodi, l'integrità del gioco è a rischio e la credibilità della competizione viene compromessa. Allo stesso modo, una tale decisione crea un precedente nel torneo in corso, dove situazioni simili richiederanno ora un trattamento equo, a discapito della competizione stessa. Il calcio è lo sport più amato al mondo perché è un gioco bellissimo e gode di fiducia perché viene praticato ovunque con le stesse regole. Un torneo non è mai un evento isolato e, se si tratta della Coppa del Mondo, ha il potere di generare conseguenze positive o negative sull'intero panorama calcistico. Esprimiamo la nostra incredulità di fronte a una decisione così senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile".
Klopp: "Infantino e Trump non sanno nulla di calcio"
Pesanti anche le parole di reazione di Jurgen Klopp, prossimo ct della Germania. L'attacco è diretto al presidente Usa Donald Trump e a quello della Fifa, Gianni Infantino: "Questi due personaggi non sanno nulla di calcio e non dovrebbero avere niente a che fare con questo sport. Questo è il nostro gioco, non il loro", ha detto durante un intervento per la tv tedesca Magenta, di cui è opinionista durante il Mondiale in corso.
"Se davvero Trump e Infantino si sono parlati di questo, siamo alla follia. Tutti noi prendiamo decisioni sbagliate, ma impariamo a convincerci. In passato sono state date tante espulsioni ridicole, evidentemente sbagliate per tutti. Ma nonostante questo restavano espulsioni, perché ormai la decisione era stata presa. Quella di Balogun è un'espulsione giusta, perché questo dicono le regole", ha sottolineato Klopp.
Federcalcio belga su caso Balogun, da Fifa nessuna informazione - "Dopo aver appreso dai media la decisione della Fifa di revocare la squalifica automatica del giocatore Balogun", la Federcalcio belga "ha inviato una lettera alla Fifa chiedendo copia della decisione, una spiegazione della procedura eseguita e la propria posizione in merito ai regolamenti applicabili. Come unica risposta, la Fifa ha inviato una lettera alla Rbfa (Royal Belgian Football Association) affermando di considerare tale corrispondenza come un ricorso, di aver nominato un giudice e indicando che la Rbfa aveva solo poche ore per completare tale ricorso. La Fifa non ha fornito alcuna informazione". La Federazione calcistica del Belgio in una nuova nota torna a parlare della sospensione della squalifica dell'attaccante statunitense Balogun stabilita dall Fifa. "Mentre la Rbfa chiedeva semplicemente delle legittime spiegazioni, la Fifa ha creato un ricorso e si è immediatamente assicurata che venisse dichiarato inammissibile - ha aggiunto la Federcalcio belga - Tutto ciò è avvenuto mentre la Fifa si rifiutava contemporaneamente di rispondere alle legittime richieste della Rbfa". Inoltre "durante la riunione di coordinamento della partita, la Fifa ha deliberatamente omesso dalla presentazione la sezione relativa alla squalifica automatica dei giocatori. Tale argomento era stato tuttavia incluso in tutte le riunioni precedenti a ciascuna delle quattro partite disputate - si legge ancora - La Rbfa ha chiesto chiarimenti alla Fifa, sia verbalmente che per iscritto, in merito a tale modifica, ma ancora una volta non ha ricevuto risposta. Per chiarezza, a oggi la Rbfa non ha ancora ricevuto alcuna decisione o spiegazione dalla Fifa in merito a questa questione. Pertanto, non le resta altra alternativa che contestare l'idoneità del giocatore a disputare la prossima partita. Indipendentemente dall'esito sportivo di questa partita", la Rbfa "è profondamente preoccupata per l'evolversi degli eventi e continuerà a battersi nelle prossime ore, giorni e mesi in difesa dei principi fondamentali di etica, di lealtà sportiva e degli interessi del calcio nel suo complesso", conclude la Federcalcio belga.
Senatore USA ringrazia Trump per "Aver tolto il rosso"
"Da parte degli Stati Uniti, grazie per aver fatto cancellare quel ridicolo cartellino rosso". Così il senatore repubblicano Ted Cruz ha ringraziato Donald Trump nello Studio Ovale a proposito del controverso caso della squalifica del giocatore della nazionale americana Folarin Balogun.