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Caso Balogun ai Mondiali 2026, Bild: "Ministri, avvocati e dirigenti dietro la decisione della Fifa"

Secondo il quotidiano tedesco quattro giorni di pressing per togliere la squalifica a Balogun. Dal Belgio: ricorso alla Fifa

06 Lug 2026 - 11:49
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Dalla Casa Bianca ai vertici della Fifa, passando per ministri, avvocati e il figlio dell'ex sindaco di New York Rudy Giuliani. Secondo un'inchiesta della Bild, sarebbe stata un'intensa attività di lobbying promossa dall'amministrazione del presidente Donald Trump a portare alla sospensione della squalifica dell'attaccante statunitense Folarin Balogun durante i Mondiali 2026.

Stando al quotidiano tedesco, pochi minuti dopo l'espulsione di Balogun nella partita contro la Bosnia-Erzegovina, Andrew Giuliani avrebbe informato Trump, dando il via a una campagna durata quattro giorni per ottenere la revoca della squalifica che avrebbe escluso l'attaccante dagli ottavi di finale contro il Belgio. L'operazione avrebbe coinvolto, oltre ad Andrew Giuliani - capo della task force per la Coppa del Mondo alla Casa Bianca -, il segretario al Commercio Howard Lutnick, dirigenti della federazione calcistica statunitense e un team di avvocati incaricato di presentare ricorso alla Fifa. Parallelamente sarebbero stati raccolti elementi sull'arbitro brasiliano Raphael Claus, autore dell'espulsione, mentre il dossier veniva esaminato dagli organi disciplinari della Fifa.

Secondo Bild, giovedì Trump avrebbe anche parlato telefonicamente con il presidente della Fifa, Gianni Infantino, chiedendo chiarimenti sulle regole relative al cartellino rosso e alla conseguente squalifica. La Fifa, citata da Politico, non ha confermato il contenuto della conversazione, ribadendo soltanto che la decisione è stata presa in piena autonomia dalla commissione disciplinare indipendente.

Le parole di Trump

 Domenica la Fifa ha annunciato la sospensione della squalifica, consentendo a Balogun di scendere in campo contro il Belgio, ma non ha reso pubblico il rapporto che motiva il provvedimento né chiarito se la decisione sia stata adottata tramite voto della commissione disciplinare, alimentando ulteriori interrogativi sulla vicenda. Trump ha ringraziato pubblicamente la federazione per aver "fatto la cosa giusta".

Dal Belgio: "Effettuato ricorso"

 Intanto l federazione belga avrebbe deciso di presentare ricorso contro la decisione con cui la Fifa ha revocato la squalifica per l'attaccante statunitense Folarin Balogun, a seguito del cartellino rosso rimediato contro la Bosnia. Lo riporta Le Soir. La federcalcio belga ha inviato una lettera alla Fifa interpretata come un ricorso e un membro del comitato d'appello dell'organismo è stato incaricato di pronunciarsi sul caso con la massima urgenza. 

Malagò: "Decisione dal sapore politico"

 "Il caso della squalifica inflitta e poi revocata all'attaccante statunitense Folarin Balogun? Stavo mangiando, a un certo punto mi sono arrivati 18 messaggi di uffici stampa, giornalisti, dirigenti che mi segnalavano questa strana storia. Onestamente mi è sembrata davvero un'assurdità. Sono andato a guardare questo articolo 27 del codice disciplinare Fifa. Chiariamolo subito: non è replicabile ai vari campionati nazionali e aggiungo meno male, sennò sarebbe l'Armageddon. C'è stato il precedente con Cristiano Ronaldo, ma su una squalifica multipla. L'altro caso risale addirittura al 1962. Ha un evidente sapore politico, l'ha riportato il New York Times". Così il presidente della Figc, Giovanni Malagò, ospite di 'Radio Anch'io Sport' su Rai Radio 1. "Questo è un precedente pericolosissimo, spero se ne rendano conto. Sono fautore di questo Mondiale, in cui gli stadi sono pieni, c'è una festa delle tifoserie. Ma quando vedi una decisione così a favore di una parte, perde la meritocrazia che è la base del calcio", aggiunge.

Dura la posizione della Uefa

 "Scelta incomprensibile e ingiustificabile. Esprimiamo incredulità per una decisione senza precedenti". Così la posizione della Uefa sulla revoca della squalifica all'attaccante degli Usa Balogun da parte della Fifa. "La decisione supera il limite dell'invalicabile. Era una squalifica automatica e sancita dal regolamento". E ancora: "Quando la certezza delle regole non è garantita, l'integrità è a rischio e a credibilità è compromessa".

I giornali sportivi: lunedì 6 luglio 2026

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