J Balvin, Shakira e una Coppa del Mondo...gigante: lo spettacolo della Cerimonia d'Apertura del Mondiale 2026
© Getty Images | Shakira
© Getty Images | Shakira
Gol sbagliati e qualche errore difensivo (espulso Cesar Montes) contro un Sudafrica che ha praticamente rinunciato a giocare
di Enzo Palladini© Getty Images
Unico vero benefit: i tre punti. Il Messico se li prende e li mette da parte, saranno utili per provare ad andare avanti. Il ct Javier Aguirre però avrà da lavorare nel ritiro, perché la prestazione della squadra non è stata di quelle che garantiscono fiducia per il futuro. Una vittoria apparentemente netta, ma in discussione fino a quando i padroni di casa sono rimasti in parità numerica, nonostante una differenza tecnica evidentissima, un atteggiamento tattico colpevolmente passivo dei sudafricani, una serie di errori che aspettavano solo di essere famelicamente addentati e trasformati in gol. Tutto questo è successo solo in parte, con un regalo sfruttato del primo tempo e un'azione ben costruita nel secondo. Il sufficiente per schiacciare il Sudafrica, troppo poco per affrontare altre squadre, soprattutto quando si commettono errori difensivi come quello che nel recupero è costato il cartellino rosso a Cesar Montes.
Una squadra con grandi ambizioni, quella messicana, perché quando si ha alle spalle un popolo innamorato ed esigente come quello dell'Azteca, non ci si può accontentare delle briciole. Una spinta che ha portato la squadra di casa a sgabbiare rabbiosamente nei primi minuti, fatti di riaggressioni continue e di assalti coordinati, Una manciata di minuti, una decina, il tempo di passare in vantaggio con Quinones sfruttando l'ennesima palla riconquistata in zona d'attacco. Un po' poco quei dieci minuti di calcio moderno per una squadra che gioca in casa e che vorrebbe scrivere un pezzo di storia. Anche perché i giocatori sono abituati a giocare in altura, la temperatura non era di quelle insopportabile, l'avversaria non poteva vantare la fama di irresistibile.
Già, perché poi nel calcio ci sono anche gli avversari e il Sudafrica la parte l'ha recitata con qualche incertezza interpretativa. Schierati con una linea difensiva a cinque che non si vedeva da un pezzo nelle grandi manifestazioni internazionali, i Bafana Bafana non sono stati in grado di nascondere pesantissime lacune nella costruzione dal basso, qualche volta preda dei messicani e spesso convertita in un insulso lancione da dietro. Nati per soffrire, sono andati incontro al loro destino di sofferenza quasi con rassegnazione, provando di tanto in tanto a tirare su la testa, rallegrandosi per un tiro di Quinones che si è stampato sul palo.
Dilapidare opportunità è un esercizio che il Messico svolge con troppa disinvoltura, anche in apertura di secondo tempo quando il portiere Williams ha regalato un altro pallone sanguinoso che poteva essere sfruttato meglio. Dieci tiri verso la porta del primo tempo, un'occasione istantanea nella ripresa. Un gol. Eppure il Sudafrica sembra mettercela tutta per dare una mano ai padroni di casa, rimane anche in dieci per l'ennesima ragazzata difensiva, culminata nel fallo da ultimo uomo con conseguente espulsione di Sithole.
Alla fine, il Messico ha deciso di accettare i regali degli avversari. In superiorità numerica e con il dominio totale del campo, ha finalmente messo al sicuro il risultato grazie a un piccolo paradosso. Ha segnato di testa il trentacinquenne Raul Jmenez, centravanti del Fulham, subito dopo l'ingresso in campo di Gilberto Mora, il diciassettenne che tutto il Paese voleva veder debuttare. Gli ultimi venti minuti sono diventati una terra di nessuno, con i sudafricani arroccati a limitare i danni lasciandosi andare a qualche fallo di frustrazione. Con l'aggravante dell'espulsione di Zwane. Ma nel nulla di questo Sudafrica parecchia responsabilità ce l'ha il ct belga Hugo Broos. Si è consegnato mani e piedi ai padroni di casa, che non aspettavano altro e che ne hanno approfittato solo in parte.
© Getty Images | Shakira
© Getty Images | Shakira