E' un'Italia nata a Cesena: Parolo, Giaccherini, Eder e Candreva insieme nel 2011

I quattro azzurri, cinque anni fa, hanno giocato insieme per qualche mese: anche Pellè è passato dalla Romagna nel 2006/2007

E' un'Italia nata a Cesena: Parolo, Giaccherini, Eder e Candreva insieme nel 2011

Correva l'anno 2011 e il Cesena, reduce da un buon campionato chiuso al 15.mo posto - il primo in Serie A dopo un digiuno durato 19 anni -, cominciava la stagione con quattro degli 11 protagonisti che ieri hanno abbattuto il Belgio con una prova tutta cuore, corsa, intelligenza e ferocia. Si tratta di Parolo, Candreva, Eder e Giaccherini, che poi a fine agosto del 2011 fu venduto alla Juventus di Conte, al primo anno in bianconero.

Il Cesena 2011/2012 era un mix di giovani ed esperti dotati di buona qualità, ma la squadra - con la colpevole complicità della società - visse una di quelle stagioni in cui gira tutto storto dall'inizio alla fine: tre cambi in panchina (Giampaolo, Arrigoni e Beretta) e ultimo posto in classifica. La foto qua sopra risale all'8 agosto 2011: Gubbio-Cesena 1-3 con gol di Eder, Mutu e Candreva. Giaccherini, una delle colonne della squadra, fu poi venduto alla Juve di Conte a fine agosto mentre Eder e Candreva lasciarono i romagnoli a metà stagione, rispettivamente per Sampdoria e Lazio.

Il club del presidente Igor Campedelli (in quel periodo alla guida della società), chiuse la stagione al 20.mo posto, retrocedendo così in Serie B nonostante in rosa ci fossero - oltre agli attuali azzurri - i vari Mutu, Iaquinta, Benalouane, Comotto, Santana, Livaja. Nell'estate 2012 anche Parolo lasciò il club, destinazione Parma. Ancora non poteva nemmeno lontanamente immaginare che quattro anni più tardi sarebbe stato titolare all'esordio di Euro 2016, insieme agli altri tre vecchi compagni di un Cesena sfortunato ma pieno zeppo di talento. Con loro in Francia c'è anche Pellè, protagonista al Manuzzi durante la stagione 2006/2007, quella precedente al trasferimento all'Az Alkmaar (Olanda): respirare l'aria romagnola deve fare un bene esagerato.

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