Qualificazioni Euro 2020, Portogallo-Ucraina 0-0: Shevchenko rovina il ritorno di CR7

Il fuoriclasse di Madeira torna in nazionale dopo il Mondiale, ma non riesce a segnare all'Ucraina di Sheva, che si difende e guadagna un punto prezioso

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È la sfida tra i numeri 7: Cristiano Ronaldo contro Andriy Shevchenko. Al Da Luz di Lisbona, Portogallo-Ucraina, gara di apertura del gruppo B delle qualificazioni a Euro 2020, finisce 0-0. Ronaldo va vicino al gol in due occasioni, ma il portiere ucraino Pyatov gli chiude la porta per due volte. Poi l'estremo difensore ospite è strepitoso su un tiro di André Silva. L'Ucraina stringe i denti nella ripresa e strappa un pareggio prezioso.

Il re vuole difendere il suo trono. E se la corona è sulla testa di Cristiano Ronaldo, c'è da scommettere che la guerra sarà lunga e senza tregua. La prima battaglia, però, è deludente, perché l'Ucraina ferma sullo 0-0 i campioni europei in carica nella gara di esordio delle qualificazioni a Euro 2020 (gruppo B). Il fuoriclasse di Madeira, al ritorno in nazionale 265 giorni dopo l'eliminazione dal Mondiale russo, va vicino per due volte alla rete, ma alla fine non riesce a guidare i suoi alla vittoria.

Il primo tempo è interamente di marca portoghese. L'Ucraina pensa a difendersi con un 4-5-1 abbottonato ma che lascia ben pochi spazi di manovra ai padroni di casa. Dopo un primo quarto d'ora giocato a ritmi bassi, la partita si sveglia con un tiro al volo di Pepe (alla presenza numero 104 in nazionale) su cui Pyatov si fa trovare pronto. Sull'angolo successivo, William Carvalho troverebbe il vantaggio, ma l'arbitro annulla giustamente per fuorigioco. Inutile anche la protesta del giocatore, che invoca la Var (anche se in queste qualificazioni non c'è). Poi Pyatov ingaggia un duello personale con Ronaldo, vincendolo in due occasioni: il motivo è sempre lo stesso, ossia CR7 che parte dalla sinistra, si accentra e tenta il destro, Pyatov è reattivo a deviare in corner in entrambi i casi. L'attaccante della Juventus urla la sua rabbia, il Da Luz di Lisbona, che lo ha acclamato sin dal primo pallone giocato, lo segue come i pretoriani facevano con gli imperatori romani. Il 4-3-3 disegnato da Santos per i padroni di casa vede la presenza di Cancelo, non convocato per il Mondiale. Lo juventino è autore di un primo tempo a corrente alternata, con qualche incertezza difensiva: su una di queste Konoplyanka potrebbe far male ma tira in fallo laterale. Si va all'intervallo sullo 0-0: il muro di Shevchenko regge.

Il secondo tempo segue la falsariga del primo: il Portogallo fa possesso palla e alterna momenti di trame scolastiche a minuti di assalto all'arma bianca. È André Silva ad andare vicino al vantaggio in apertura di ripresa, ma Pyatov è strepitoso nell'allungarsi con la mano di richiamo, e leva il pallone dall'incrocio. Poi affiora qualche limite storico dei portoghesi: troppo possesso e transizioni che si fermano al limite dell'area. Su una di queste, CR7 se la prende con i compagni, rei di fraseggiare troppo e tirare poco. Ci prova anche Guerreiro su punizione, ma il tiro è fuori. L'Ucraina si difende in maniera ordinata e leva costantemente i rifornimenti ad André Silva, poi sostituito da Dyego Sousa. Nel Portogallo entra anche l'interista Joao Mario al posto di Moutinho, ma i pericoli dalle parti di Pyatov stentano ad arrivare. Anzi, è proprio l'Ucraina ad andare vicinissima all'1-0 in contropiede: su tiro di Konoplyanka, Rui Patricio respinge in maniera incerta, il tap-in di Moraes è deviato in angolo in maniera provvidenziale dalla retroguardia lusitana. Finisce 0-0: per il Portogallo arriva un pareggio deludente, mentre il piano di Sheva è compiuto. Il ritorno di CR7 in nazionale è rovinato, ma la storia strizza l'occhio al fuoriclasse di Madeira: il Portogallo steccò anche la prima gara di qualificazione a Euro 2016 (0-1 contro l'Albania), ma poi trionfò in Francia.

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