IL CASO

MotoGP, il Tas prende tempo su Iannone: sentenza solo a metà novembre

Si trascinerà ancora per un mese l'attesa per la decisione dei giudici svizzeri, dopo l'audizione del pilota nella giornata di giovedì

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Dovrà aspettare ancora almeno un mese Andrea Iannone per conoscere il suo futuro. Il Tribunale Arbitrale per lo Sport di Losanna ha infatti preso tempo e dopo aver a lungo ascoltato il pilota nella giornata di giovedì ha comunicato ufficialmente che la sentenza sul caso doping arriverà soltanto a metà novembre. Svaniscono così le residue speranze di poter tornare in pista già in questa stagione.

Iannone era stato condannato a 18 mesi di squalifica lo scorso 31 marzo, dopo che a fine 2019 era risultato positivo a uno steroide anabolizzante (il Dostranolone) a seguito di un controllo antidoping. La Corte Disciplinare Internazionale aveva riconosciuto la contaminazione alimentare, da sempre sostenuta dal pilota, ma non la sua non consapevolezza dell'assunzione.

Gli scenari restano piuttosto vari: quelli più favorevoli al pilota prevedono un'assoluzione completa, che gli consentirebbe di ritornare immediatamente in pista, o la riduzione della squalifica a un solo anno, che vorrebbe dire via libera da dicembre. Quelli più temuti sono invece la conferma della squalifica, quindi stop fino a giugno dell'anno prossimo e stagione 2021 compromessa, o addirittura l'accoglimento della richiesta della Wada, che aveva invocato addirittura 4 anni squalifica.

LO SFOGO SU INSTAGRAM: "NESSUNO GIUDICHI"

Dopo il comunicato, e in attesa della sentenza, Iannone si è sfogato su Instagram: "Dentro ogni persona ci sono dolori che nessuno conosce, sacrifici che nessuno ha asciugato, cicatrici che nessuno ha curato. Ci sono sentimenti che nessuno potrà mai giudicare, perché nessuno ha pianto le stesse lacrime, sofferto per lo stesso dolore... Ognuno di noi conosce quello che tiene chiuso dentro al cuore e che nessuno al mondo deve permettersi di giudicare”.

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