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Xiaomi Watch 5 recensione: Wear OS finalmente ha un'autonomia record

Xiaomi Watch 5 segna il ritorno di Wear OS con una batteria al silicio-carbonio da 930mAh. Vale la pena acquistarlo a 299€? Scopri pregi e difetti nella nostra prova

di Stefano Fiore
20 Mar 2026 - 10:00

L'importanza di Xiaomi Watch 5 parte dalle premesse visto che questo smartwatch segna il grande ritorno del colosso cinese nel mondo di Wear Os. La libertà di scelta nel mondo tecnologico è un pilastro che da sempre sostengo e in questo modo gli utenti affezionati a Xiaomi potranno scegliere se affidarsi a un wearable con OS proprietario (per esempio col Watch S4 ma non solo) oppure se abbracciare quello di Google con tutte i vantaggi che ne conseguono come la possibilità di installare app dal Play Store (come Gemini, Maps, impreziosito da Gps GNSS L1+L5 a 5 sistemi, o Google Wallet) o gestire notifiche con più flessibilità e potenza.

Batteria al silicio-carbonio: 4 giorni di autonomia sono possibili?

 Certo, sappiamo che l'obiezione è dietro l'angolo: "così la batteria soffre e devo ricaricarlo ogni giorno!". Il ragionamento fonda su basi solide, visto che l'autonomia della quasi totalità degli altri smartwatch Wear Os è questione di una giornata, ora più ora meno, ma Xiaomi ha pensato anche a questo, inserendo una batteria da ben 930mAh grazie al 10% di contenuto di silicio-carbonio (prima volta per questa tecnologia nella batteria di uno smartwatch). Il risultato è lusinghiero visto che arrivare a quattro giorni senza ricaricare non è un traguardo impossibile, poi ovviamente la questione autonomia è sempre soggettiva - io comunque ho tenuto l'Always on attivo, e così i vari monitoraggi di allenamento, salute e sonno - e dipende dagli scenari di utilizzo come dimostrano i 6 giorni dichiarati: a ogni modo è una delle note positive dello Xiaomi Watch 5. Peccato solo per la basetta di ricarica che ha i pin a cui allinearlo: aiuta la precisione della ricarica ma non si può appoggiarlo come capita, come si fa nelle basette wireless.

© Ufficio Stampa

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Display e prestazioni: Snapdragon W5 Gen 1 sotto il cofano

 Il grande display da 1,54", lo Xiaomi Watch d'altronde è disponibile solo in versione 47mm, è protetto da vetro zaffiro (la cassa invece è in acciaio), con un picco di 1500 nits e una risoluzione di 480x480 permette di gestire al meglio l'interfaccia Xiaomi, che non lascia trasparire quasi in nessun dettaglio che sotto il cofano ci sia Wear Os rispetto a un device con HyperOS. Lo Snapdragon W5 Gen 1 svolge bene il suo lavoro ed è abbinato a un SoC a basso consumo che lo aiuta a bilanciare prestazione ed efficienza energetica. Peccato solo per un sensore di luminosità automatica un po' pigro.

Tante le watchface preinstallate - purtroppo il nome del giorno della settimana è ancora in inglese - anche se per alcune ci sono limitazioni per quanto riguarda le complicazioni, nel senso che sono poco personalizzabili, in altre c'è poco dettaglio (per esempio selezionando la sveglia mette un semplice link all'app sveglia e non mostra l'orario della sveglia attivata o il dato sui passi viene indicato con "steps").

Salute e fitness: la nuova funzione "Checkup" in 60 secondi

 Immancabile, e completa, tutta la suite dedicata a salute e allenamenti. Frequenza cardiaca, saturazione ossigeno, monitoraggio stress, sonno (ma manca una modalità notte che in un solo tocco metta il non disturbare e disattivi always on display, attivazione tramite polso e tocco) e salute femminile è quello che ci attendiamo da un prodotto top ma ho trovato una funzione davvero interessante, chiamata checkup. Praticamente in sessanta secondi usa i sensori per misurare Sp02, battito cardiaco e stress e li incrocia con altri già noti (per esempio il sonno della notte precedente) per darti un'idea, sempre di massima è bene ricordarlo, sul proprio stato di salute in quel momento.

Mi piace sottolineare una funzione che non capisco come mai non venga copiata da altri produttori: la "sveglia intelligente" che, 10 minuti prima dell'orario fissato, cerca di capire se sei in un momento di sonno leggero, dunque favorevole al risveglio, e in quel caso anticipa la sveglia perché sia più "dolce". E per l'esercizio fisico? Sono oltre 150 le modalità sportive monitorate, alcune anche in automatico.

Per chi ha smartphone Xiaomi ci sono due funzioni in più: il controllo remoto della fotocamera del telefono e lo smart hub. Non mancano le air gesture che completano il controllo delle funzionalità assieme ai due tasti fisici, in parte riconfigurabilii, con quello superiore che ha una corona zigrinata con cui muoversi nel sistema in alto o in basso. Infine, da sottolineare la presenza della scorciatoia per riavviare il watch: non è scontata, purtroppo, visto che spesso sulla concorrenza vediamo solo l'opzione "spegnimento".

© Ufficio Stampa

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Verdetto e prezzo

 Disponibile in due colori di cinturino, nero e verde (la versione provata), Xiaomi Watch 5 non è solo uno smartwatch in più che si inserisce nel mercato Wear Os ma è il primo che usa, anche se solo parzialmente, il carbonio-silicio per aumentare batteria e autonomia, probabilmente il difetto più grande dei prodotti wearable. Lo fa al prezzo di 359,99 euro, ma ora scontato a 299,99 euro, giocando una carta decisiva nel mercato: che sia di ispirazione per tutti gli altri.