Le città sportive del 2026: New York conquista il primo posto, Milano risale
Parigi scivola in seconda posizione, mentre Los Angeles, Londra e Madrid completano la Top 5 globale. Oltre al capoluogo lombardo, nella Top 100 si distinguono Roma, Cortina d’Ampezzo e Torino
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Burson, agenzia di comunicazione globale nata con l'obiettivo di creare valore per i clienti attraverso la gestione della reputazione, ha pubblicato la sua Classifica delle Città Sportive 2026, che vede New York in vetta a livello globale. Parigi scivola al secondo posto dopo aver guidato la classifica per tre anni consecutivi, mentre Los Angeles conquista il terzo posto. Londra resta stabile in quarta posizione e Madrid completa la Top 5.
La classifica annuale di Burson individua le prime 100 città al mondo con il legame più forte con lo sport. Giunta alla sua 15ª edizione, si basa sia sulla percezione sia su un’approfondita analisi quantitativa, che include i contributi di leader internazionali dello sport, di rappresentanti dei media sportivi e di esperti del settore, oltre a insight ricavati dai social media e dalla copertura mediatica. Nel complesso, questi indicatori restituiscono una visione completa di come le città sviluppino visibilità e influenza attraverso lo sport.
La Classifica delle Città Sportive 2026 mette in luce quattro dinamiche chiave, che mostrano come oggi le città costruiscano e consolidino la propria reputazione sportiva:
1. La co-ospitalità genera nuovi vincitori: i vantaggi reputazionali dei grandi eventi si distribuiscono sempre più tra le città ospitanti. Milano ha guadagnato due posizioni nell’ultimo anno e ben 20 dal 2024, conquistando il 7° posto dopo i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali, ma alcuni dei maggiori avanzamenti in classifica sono stati registrati da destinazioni meno note. Interessante l’ascesa di Cortina d’Ampezzo, che ha raggiunto il 37° posto, scalando 10 posizioni rispetto allo scorso anno e ben 45 rispetto al 2024. Anche le città che hanno ospitato la Coppa del Mondo FIFA 2026, tra cui Vancouver (35ª, +14), Atlanta (28ª, +12), San Francisco (33ª, +12) e Houston (32ª, +9), hanno registrato progressi significativi rispetto al ranking dello scorso anno, dimostrando come gli eventi globali possano valorizzare città al di là delle tradizionali capitali dello sport.
2. Poche città combinano visibilità e influenza: la classifica evidenzia un divario sempre più marcato tra visibilità e influenza. Città come Washington (11ª, +1), Miami (12ª, -4) e Città del Messico (18ª, stabile) beneficiano di una forte visibilità presso il grande pubblico, mentre Losanna (8ª, +3) e Monaco (25ª, +5) devono gran parte del loro posizionamento al riconoscimento da parte di federazioni, esperti e media specializzati. I risultati mostrano che la visibilità può essere conquistata grazie a picchi di attenzione, ma l’influenza si costruisce nel tempo e tende a durare.
3. Lo sport femminile e le discipline emergenti creano nuove opportunità: la classifica mostra che le città non hanno più bisogno di un mega-evento per rafforzare la propria reputazione sportiva. L’evoluzione del panorama sportivo—trainata dalla crescita dello sport femminile, dall’affermarsi di nuovi pubblici, dallo sviluppo di discipline emergenti e dal diffondersi di format innovativi per gli eventi — offre alle città nuove opportunità per costruire visibilità, differenziarsi e ottenere un riconoscimento internazionale. Zurigo (49ª, +21) e Ginevra (67ª, nuovo ingresso) hanno beneficiato dello slancio generato da UEFA Women’s EURO 2025, mentre Innsbruck (42ª, +18) deve la propria ascesa all’arrampicata sportiva e Shanghai (41ª, +22) a un calendario annuale di eSport e sport emergenti.
4. La reputazione si fonda su un ecosistema: la classifica mostra che le principali città sportive del mondo raramente sono definite da un singolo evento. Al contrario, il loro posizionamento è sostenuto dalla presenza di club radicati sul territorio, da competizioni internazionali ricorrenti e da un dialogo costante con la comunità sportiva globale. Madrid (5ª, stabile), Barcellona (6ª, stabile) e Manchester (10ª, stabile) hanno mantenuto le rispettive posizioni quest’anno, dimostrando il valore di costruire un ecosistema sportivo duraturo, capace di restare rilevante tra un grande evento e l’altro.
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