L'INTERVISTA

Giovinazzi: "Dovrò stringere i denti e tirare fuori gli artigli, in Formula E è come guidare sempre sul bagnato!"

L'ex-pilota Alfa Romeo ci racconta come si sta preparando all'esordio nel Mondiale questo fine settimana sul circuito di Diriyah.

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Ha chiuso la sua carriera in Formula Uno (momentaneamente, se lo augura lui e glielo auguriamo noi) con il GP di Abu Dhabi del 12 dicembre scorso, Antonio Giovinazzi. Voltando pagina ma senza allontanarsi troppo dall'area del Golfo, visto che il debutto in Formula E del pilota di Martina Franca avverrà nell'ultimo weekend di gennaio a Diriyah, quartiere periferico della capitale saudita Riad, al volante della Gen2 Dragon Penske Autosport. 

Ventotto anni compiuti due giorni dopo la sua ultima esibizione nella massima formula a Yas Marina, Antonio si prepara a lanciare la nuova fase della sua carriera con un paio di mesi abbondanti di anticipo sui suoi ex colleghi. Ha comunque conservato il ruolo di pilota di riserva Ferrari (insieme a Mick Schumacher)  ed il cordone ombelicale con Maranello potrebbe rivelarsi fattore decisivo nella scelta del pilota che nel Mondiale di Formula E del prossimo anno si metterà al volante della Gen3 "targata" Maserati! Da questo punto di vista il "nostro" è all'alba di una stagione... elettrizzante, che dovrà prepararlo ad un 2023 da protagonista. 

"So benissimo che all'inizio farò un po' fatica. Voglio comunque godermi questa esperienza. Punto a crescere gara dopo gara e a ottenere qualche buon risultato entro la fine della stagione. Le sensazioni sono positive, belle, perché comunque per me si tratta di una nuova sfida. È una macchina molto diversa da quelle che ho guidato negli anni passati. Mio malgrado la preparazione è stata limita: in pratica solo un giorno e mezzo nei test ufficiali di Valencia. Ovviamente ho lavorato molto al simulatore in Inghilterra, nella base del mio team e poi ho svolto tanta preparazione fisica. La macchina però la ritroverò solo alle prime prove in Arabia Saudita. Dovrò tra l'altro cambiare abitudini... Io alla mattina faccio un po' fatica a svegliarmi. Avere una sessione alle sette e mezza del mattino sarà... difficile, anche perché poi tutto il programma è concentrato in una sola giornata, con la gara il pomeriggio stesso. Per un debuttante non è l'ideale perché dormirci su può aiutarti per migliorare il giorno dopo. Però a Diriyah le gare saranno due, con una notte di mezzo per... capire meglio la macchina e migliorarmi, perché quello è il mio obiettivo".

 

"Non c'è rumore, non c'è suono ma soprattutto... non c'è downforce che è invece la chiave dell'aderenza in curva in Formula Uno e nelle categorie minori che preparano ai Gran Premi. La Formula E non ha tutto questo. Niente downforce e niente grip: è come correre sempre sul bagnato. Ci sono dei software che ti aiutano durante la gara ma alla fine è il pilota che deve gestire l'energia, a seconda delle esigenze. Ho avuto un po' di feedback dai miei nuovo colleghi ma... siamo sempre piloti e quindi devo stare attento a quello che ascolto, in modo da capire cosa mettere poi in pratica. Perchè qui l'atmosfera è diversa ma la battaglia in pista sarà accesa. Farò un po' di fatica all'inizio. Dovrò stringere i denti e tirare fuori gli artigli, è importante non mostrare segni di debolezza ed essere pronti a ribattere... colpo su colpo.  Spero poi che quest'anno ci sia pubblico alle gare. Senza tifosi non saremmo piloti, non saremmo magari gli idoli dei bambini. Mi auguro quindi di rivedere tantissima gente: a Roma ma non solo perché a me la gente, lo ripeto, trasmette moltissima carica". 

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