Nel Mondiale elettrico che sta per partire in Brasile regna l'equilibrio, ecco quali sono gli avversari del Campione in carica. Si parte il 6 dicembre in Brasile, le gare in diretta tv su Canale 20 e live-streaming su Sportmediaset.it
di Massimiliano Cocchi© Ufficio Stampa
Il Mondiale delle monoposto elettriche che sta per iniziare ci accoglie con la situazione più incerta di sempre. A una settimana dall’inizio della Stagione 12, che scatterà sabato 6 dicembre a San Paolo del Brasile – diretta su Canale 20 dalle ore 17:45 e in streaming su Sportmediaset.it - domina l’equilibrio, ne guadagnerà sicuramente lo spettacolo.
Gli ultimi test di Valencia hanno regalato una fotografia perfetta: alla fine dei quattro giorni i tempi dei migliori sei erano racchiusi in appena 0.106s, i venti piloti - cioè tutta la griglia – erano separati da meno di un secondo (0.825s). Perché sono tutti così vicini? Le vetture della GEN3 hanno oramai raggiunto la piena maturità tecnica, e - dopo un anno di sviluppo -neanche la versione Evo ha più segreti per i team. In questa stagione lo sviluppo hardware sarà bloccato, la differenza la faranno i piloti e gli ingegneri che scrivono il software per gestire al meglio tutte le fasi di gara: accelerazione, frenata, rigenerazione, efficienza.
Porsche e Nissan: le due certezze
Il borsino parte dai vincitori dello scorso: Nissan e Porsche. O forse meglio da Oliver Rowland e Pascal Wehrlein, i due leader indiscussi delle rispettive squadre. Con l’arrivo della versione Evo della GEN3 la Casa giapponese aveva sorpreso tutti all’inizio della scorsa stagione, mettendo in pista un pacchetto tecnico di primordine e il Rowland più in forma di sempre. Risultato: avversari asfaltati nella prima parte di campionato e Mondiale piloti portato a casa con due gare di anticipo. Nella seconda parte di stagione, però, il vantaggio si era praticamente azzerato. Wehrlein è stato l’avversario più credibile di Rowland e lo sarà anche quest’anno. Il tedesco è sempre più uomo Porsche e non avrà più nel box la presenza ingombrante di Da Costa. Il suo nuovo compagno di squadra Nico Muller arriva con il ruolo di spalla.
Subito dietro c’è Jaguar che con una mossa da scacchista è riuscita a portarsi in casa proprio António Félix da Costa. Un campione vero, capace di cambiare l’umore di un box e, a volte, l’intera traiettoria di una stagione. Il progetto tecnico inglese è robusto, più ordinato nella gestione dell’energia e la tripletta di Cassidy nelle ultime tre gare della scorsa stagione parla chiaro: il distacco da chi sta davanti è scomparso. Con Da Costa e Evans ogni gara diventa un territorio di caccia.
Stellantis: talento puro con Cassidy e Barnard
Ma chi si è mosso meglio nel mercato piloti è il gruppo Stellantis: DS Penske e Citroën, un’unica galassia tecnica e quattro piloti che possono complicare il lavoro degli altri. Nick Cassidy, sottratto a Jaguar, è sempre più uomo da titolo e affiancherà il due volte Campione elettrico Jean Eric Vergne in Citroën (la ex Maserati): l’altro grande acquisto è Taylor Barnard, uno che ha fatto capire già nella sua stagione da rookie di non voler aspettare il suo turno: quarto assoluto in campionato e una naturalezza alla guida che impressiona. Al suo fianco nel box DS, guidato da Eugenio Franzetti, il confermato Maximilian Gunther capace di vincere due gare con la E-Tense.
L’outsider inatteso: Mahindra
E poi c’è Mahindra, la sorpresa che non ti aspetti. A Valencia si è mostrata in gran forma, soprattutto con Mortara, e ha mostrato di essere migliorata molto dove solitamente la M10 soffriva. Forse non tanto da diventare una pretendente al titolo, ma certamente abbastanza per disturbare i big in più di qualche gara.