F1, la guida al Mondiale: Vettel e Raikkonen contro Williams e Red Bull 

La Mercedes sempre in vantaggio: sarà ancora Hamilton-Rosberg 

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Alla borsa del Mondiale che riparte le quotazioni non sono poi tanto diverse da quelle della scorsa stagione. Questo hanno detto (anzi appunto confermato) le tre sessioni di test affrontate da squadre e piloti tra il primo febbraio ed il primo marzo.Un mese esatto di tempo per capire che:
-il vantaggio della Mercedes è ancora notevole e lo scenario più verosimile è quello di una riedizione della corsa al titolo tra Lewis Hamilton e Nico Rosberg
-il lotto degli inseguitori comprende (ancora) Williams, Red Bull e Ferrari: in ordine sparso e con rispettive chances tutte da scoprire
-la McLaren-Honda è attesa da una stagione che sarà sicuramente tutta in crescita ma difficilmente riserverà grandi soddisfazioni a Jenson Button e Fernando Alonso.

Si tratta di linee guida che nella parte finale del precampionato sono un po' passate in secondo piano rispetto al caso legato all'incidente dello stesso Alonso a Barcellona, che ha avuto peso e rilevanza diversi in Spagna, Italia oppure Inghilterra. Lasciata la Ferrari per cercare altrove la possibilità di infiocchettare la carriera con un titolo iridato che gli manca dal 2006, Alonso più che una pista si ritrova davanti una specie di accidentata rampa di montagna: prima la scarsa competitività attuale del binomio McLaren-Honda, poi appunto l'incidente del 22 febbraio alla curva 3 del Montmelò. Di che rimpiangere la Rossa? Fernando non è proprio il tipo e per quanto in Formula Uno tutto evolva a... velocità curvatura, solo il tempo porterà delle certezze. 

Intanto dalle parti di Maranello l'era di Alonso è finita in soffitta (insieme a quella di Montezemolo, Domenicali ed altri ancora). Il “titolo” del nuovo corso potrebbe essere: ritorno al futuro. La Ferrari di Sergio Marchionne promette vittorie certe a medio termine, secondo una proiezione nell'avvenire non esente appunto dal fascino della replica di un'epoca di trionfi rossi si ma con decise con sfumature teutoniche. Nei test di Jerez e Barcellona la SF15-T ha acceso se non la fantasia quantomeno la speranza di un Mondiale in ascesa, con appuntamento fissato alla domenica pomeriggio sul gradino più alto del podio in almeno due o tre occasioni: quattro, nelle previsioni più ottimistiche. Non basterebbe ancora per guadagnare stabilmente il centro della scena ma permetterebbe alla Scuderia di costruire una bella piattaforma di lancio per un 2016 con ambizioni ben più elevate. Intanto, Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen (il primo già leader, il secondo voglioso di un riscatto personale) hanno il compito di portare la Ferrari fuori dalle secche del 2014 e battere Red Bull e Williams nel Mondiale “degli altri”.

Valtteri Bottas dovrebbe – secondo logica - prevalere più agevolmente dell'anno scorso nella sfida interna con Felipe Massa, mentre Daniel Ricciardo, “killer” di Vettel l'anno passato alla Red Bull, è all'alba di una stagione cruciale per il suo avvenire e le sue legittime pretese di primato: al suo fianco trova infatti il russo Daniil Kvyat che ha fatto il suo stesso percorso di crescita nella “cantera” Mateschitz. Solido e concreto come pochi altri, Ricciardo non può comunque permettersi distrazioni di sorta dentro una Formula Uno capace di macinare premesse e promesse nell'arco di una sola stagione.

Passaggi professionali ed esistenziali che Hamilton e Rosberg si sono da tempo lasciati alle spalle: con più serenità (leggi: due titoli iridati) il britannico, con qualche cono d'ombra da illuminare in fretta il tedesco. Magari attraverso i fuochi d'artificio ai quali, lo scorso novembre ad Abu Dhabi, Nico ha fatto solo da malinconico spettatore. Celebravano infatti l'apoteosi di Hamilton all'epilogo di una stagione che ha tutta l'aria di potersi ripetere ma che, a causa delle tante variabili destinate ad entrare in gioco, è tutt'altro certo che lo faccia fino in fondo. Se lo augurano tutti, tranne uno: Lewis, naturalmente.

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