FORMULA 1 AL VELENO

Brown, attacco frontale: "Red Bull, ambiente tossico"

Il top manager americano prova ancora una volta a destabilizzare il campo avversario

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Brown, attacco frontale: "Red Bull, ambiente tossico" - foto 1
© Getty Images

La Red Bull è un ambiente piuttosto tossico in questo momento, e non è ancora finita. Il fuoco cova ancora sotto la cenere e l'incendio è sempre pronto a divampare, magari alimentato da scintille come quella innescata da Zak Brown. In un intervento al podcast Hot Pursuit di Bloomberg, l'attformuale CEO di McLaren Racing torna ad attaccare la Red Bull, citando la partenza di Adrian Newey e i malumori di Max Verstappen per attaccare (senza nominarlo) il Team Principal Christian Horner, del quale (insieme al suo pari grado Mercedes Toto Wolff) era stato il principale accusatore ad inizio campionato, relativamente al cosiddetto Hornergate, lo scandalo di carattere sessuale che aveva coinvolto lo stess Horner e una dipendente del teamdi Milton Keynes.

Brown, attacco frontale: "Red Bull, ambiente tossico" - foto 2
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"La Red Bull è un ambiente piuttosto tossico con tutto quello che sta succedendo. E non è ancora finita. La partenza di Adrian Newey è un grosso problema, perché penso che molte persone che sono lì probabilmente lo sono perché vogliono lavorare al suo fianco. Ho già detto che c'è parecchia gente nel paddock che manda in giro il suo curriculum di questi tempi. C'è una situazione scomoda. Penso che sia più difficile per loro in futuro, con quello che sta succedendo a livello di sponsor. I sostenitori fanno attenzione a chi si legano, a cosa vanno potenzialmente incontro. È una situazione complicata. Poi tutta la faccenda di Verstappen. Rimarrà? Se ne andrà? Ha un contratto. Suo padre non la manda mai a dire. Red Bull è una grande squadra ma, secondo me, non poggia in questo momento su basi solide rispetto al recente passato. Se guardo a chi è nella migliore situazione a livello di performance, visibilità e prospettiva... beh in questo momento siamo noi della McLaren e poi la Ferrari. In Formula Uno però le cose possono cambiare rapidamente, quindi dobbiamo tenere entrambi i piedi per terra".

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