TRASFORMISMO

Ronaldo, Dybala, Insigne, Brozovic, Suso, Florenzi: cambiare ruolo è la carta vincente

Nuovi allenatori, nuove soluzioni: così vedremo una Serie A diversa. Anche se c'è chi, come Perisic, è già stato bocciato

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La Serie A non è esattamente come il Gattopardo, dove i protagonisti del romanzo cambiavano affinché non cambiasse nulla. Trasformarsi è diventata una necessità, per guadagnarsi la conferma, per adattarsi al nuovo allenatore, a volte per fare quel passo avanti necessario per vincere o almeno provare a farlo. Ronaldo, Bernardeschi, Dybala, Rabiot, Insigne, Zielinski, Perisic, Brozovic, Candreva, Suso, Paquetà, Calhanoglu, Pellegrini, Florenzi: l'elenco è smisurato. 

Partiamo da lui, l'mvp dell'ultima Serie A, il giocatore più forte del mondo: Cristiano Ronaldo. Sì, perché anche CR7 può cambiare e adattarsi. L'ha già fatto diventando sempre più centravanti e trasformandosi in una spaventosa macchina da gol con il passare degli anni: Sarri, però, lo vede meglio nel suo ruolo originario, un po' più defilato a sinistra, nel 4-3-3. Ed è lì che lo ha provato nelle prime amichevoli. Poi si sa, è calcio d'estate e Ronaldo è sempre Ronaldo: magari sarà Sarri ad adattarsi a lui e tornare al 4-3-1-2 di Empoli, mettendogli accanto un centravanti, che siano Higuain o Mandzukic o più probabilmente il prossimo acquisto bianconero. Anche per Dybala si prospetta una nuova vita, anzi vecchia: nel 4-3-3 Sarri lo vede falso nove, come giocava a Palermo, altrimenti farà il trequartista, come nell'ultima stagione con Allegri, sperando in risultati migliori. A quel punto dovrà vedersela con Bernardeschi, che per ora si accontenta di fare l'ala, ma lui - parole sue - si sente un "10". Rabiot, invece, può riciclarsi regista, come vice-Pjanic, in un ruolo che non sempre al Psg ha ricoperto nel migliore dei modi.

Il Napoli è l'unica big che non ha cambiato allenatore, ma Ancelotti deve trovare soluzioni per insidiare la Juve. Così, dopo aver portato Insigne più vicino alla porta nella scorsa stagione con eccellenti risultati, ecco il passo indietro: di nuovo a sinistra, su richiesta del giocatore. Meno imbottigliato, libero di accentrarsi e tirare dalla sua mattonella o cercare l'imbucata per Callejon, ma (soprattutto nel 4-4-2) costretto a un lavoro di ripiegamento che potrebbe sfiancarlo. Piotr Zielinski, invece, si alternerà sempre più con Fabian Ruiz nel ruolo di regista completando la trasformazione in centrocampista moderno, capace di fare tutti i ruoli.

All'Inter la prima trasformazione è andata male: "Ivan Perisic non può fare il quinto a sinistra", ha detto Conte, che gli ha trovato un'altra collocazione, attaccante. Ma i primi segnali dicono che non può fare neppure quello: è un'ala ma nel 3-5-2 le ali non hanno spazio. Il nuovo modulo va meglio a Brozovic, che regista non è, ma era costretto a farlo con Spalletti: ora la palla passa dai piedi di Sensi (che al Sassuolo, nel 4-3-3, quasi mai giocava centrale) e lui mette forza nei contrasti, determinazione nel pressing e inserimenti senza palla. Candreva sta provando a rilanciarsi come quinto a destra ed è l'unico modo che ha, dimenticando i cucchiai nefasti, per convincere tecnico e tifosi che può essere ancora utile.

Il Milan ha il sovraffollamento di numeri 10 presunti  o potenziali: Calhanoglu ha fatto "coming out", ma per ora Giampaolo in quel ruolo ha voluto provare Suso, che nel 4-3-1-2 non ha più la sua comfort zone, la fascia destra. Se l'esperimento dovesse fallire, il Milan perderebbe la sua principale fonte di gioco delle ultime stagioni. Ma si aspetta il ritorno di Lucas Paquetà, che con Gattuso ha giocato da "8", ma spesso sembrava stravolto dalla fase difensiva, e allora potrebbe giocare anche lui dietro le punte. Alla Roma, infine, Fonseca potrebbe cambiare ruolo agli ultimi due romani rimasti: Florenzi, dopo aver imparato a fare il terzino destro negli ultimi anni, potrebbe tornare ala come in gioventù, e il tecnico l'ha provato persino a sinistra; Pellegrini potrebbe fare un passo indietro e spostarsi davanti alla difesa accanto a Veretout. Mentre Zaniolo, una mezzala, dovrà ancora adattarsi, perché nel 4-2-3-1 dovrà giocare ancora sulla fascia. Ma lui è ancora giovane. E ha tutta la carriera davanti per trasformarsi.   

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