Gian Piero Gasperini non si nasconde proprio del tutto. In merito alle possibilità di scudetto della sua Roma, l'allenatore ha detto: "Il nostro piano prevedeva di arrivarci in tre anni" - le parole al "Corriere della Sera" - "Non ci dispiacerebbe anticipare. Però siamo consapevoli che la strada è lunga. Nel football non esistono vie diritte o percorsi netti. Ci saranno alti e bassi. Se riusciremo a gestirli, chissà…".
Nessuno sbilanciamento, invece, sul possibile passaggio alla Juventus post Atalanta: "No comment (ride, ndr). Al limite, posso riconoscere che ho lasciato Bergamo nel momento in cui ho realizzato che non era umanamente possibile fare di più."
I principi di gioco di Gasperini sono ormai saldi, ma c'è stato un periodo in un cui sono stati in bilico: "Ho vacillato varie volte. L’esonero dall’Inter è stato forse il momento peggiore. Però ho saputo rialzarmi. E devo tanto all’Atalanta, che ha continuato a darmi fiducia, anche quando i risultati non arrivavano."
Ultime parole spese per la sua Atalanta: "
"Ci mancherebbe altro. Bergamo è stata la tappa più lunga e intensa della mia esistenza da girovago del pallone. Non ho rimpianti, ma provo una profonda nostalgia per una comunità dove mi ero integrato perfettamente. Non a caso ci torno spesso. Mi manca tutto, di Bergamo. Un ritorno? Chi può escluderlo. Una cosa è certa. La mia casa a Bergamo non l’ho venduta."