Il saluto

Lionel Messi saluta il padre Jorge con una lettera: "Non so cosa farò senza di te, non so se continuerò a giocare a calcio"

Il campione argentino, legatissimo al genitore recentemente scomparso, gli ha dedicato parole dolcissime 

12 Ago 2026 - 15:26
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© Mundodeportivo
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Lionel Messi ha salutato e reso omaggio al padre Jorge, recentemente scomparso, con una lettera a cui ha affidato tutte le proprie sensazioni ed emozioni in un momento così complicato e difficile. Una rarità vedere il fenomeno argentino, solitamente riservato e attento alla propria vita privata, aprirsi con parole pubbliche. Il padre, che era anche il suo procuratore, è sempre stato la persona più vicina in assoluto al campione, visibilmente colpito durante il Mondiale 2026 dal peggioramento delle sue condizioni e dal non potergli stare vicino in quei momenti.

"Pa’, non posso ancora credere che te ne sia andato. Non riesco a rendermene conto, o meglio, non voglio rendermene conto. Mi risulta difficilissimo immaginare che non ti vedrò più, che non parleremo più. So che stavi soffrendo e che è la cosa migliore, ma te ne sei andato troppo presto. Ci restava ancora molto da goderci insieme. Mi chiedevi così tanto di giocare l'ultimo Mondiale, e pochi giorni prima di iniziare è stato quando le tue condizioni sono peggiorate. Era la prima volta che non saresti stato presente a un torneo, ma la mamma mi diceva che saresti migliorato e che stavi i miglioramenti ti avrebbero permesso di poter viaggiare. Io ti dicevo che saremmo arrivati in finale, così avresti saresti potuto venire. Ogni volta che finiva una partita aspettavo e sentivo la mancanza del tuo messaggio. Lì mi sono reso conto che la situazione era davvero brutta. Ciò nonostante, non smettevo di pensare ad arrivare il più lontano possibile, per darti tempo e farti vedere una partita. Siamo arrivati in finale e non hai potuto esserci. Volevo vincerla per portartela e mostrartene una nuova. Non ce l'ho fatta, le gambe non mi reggevano più. Questa volta ho cercato di andare contro il mio fisico, ma non ci sono riuscito. Non sono stato bene. Quando sono arrivato pensavi che avessimo perso la finale ai rigori. Non abbiamo potuto parlare di tutto ciò che è successo. Non ti sei potuto godere niente. Non siamo diventati campioni, ma non sai quanto ci siamo goduti ogni partita. Ancora una volta avevi ragione tu: dovevo esserci e giocarlo. Ti racconto questo perché è stata l'unica cosa di cui non abbiamo potuto parlare, perché tutto il resto lo sai già. Parlavamo tutti i giorni e ci vedevamo quando si poteva per via dei miei impegni.

Non so cosa farò senza di te, non so come andare avanti. Io giocavo solo a calcio e ora ho parecchi dubbi che continuerò a farlo per molto altro tempo. Sei stato al mio fianco fin dall'inizio, mancava così poco alla fine. Perché non hai resistito quel pochino in più per concludere la carriera insieme? So che la tua felicità era vedere stare bene la tua famiglia, tua moglie, i tuoi figli e, soprattutto, senza che gli altri lo sapessero, vedere me giocare... Fin da bambino è sempre stato così. Mi portavi a tutti gli allenamenti appena arrivavi dal lavoro. A molti mi ci portava la mamma perché tu stavi lavorando. Ovviamente, non saltavi nemmeno una mia partita. Come soffrivi vedendomi e come te la godevi, anche se non mi facevi mai molti complimenti. Sei stato padre, amico e procuratore. Sei sempre stato la persona che dovevi essere in ogni momento e non ti sei mai sbagliato su nulla. Al di là di qualche rimprovero o litigio, avevi sempre ragione tu. Alla fine andava a finire come dicevi tu. Mi mancherai tantissimo, ma sarai sempre presente, e soprattutto nell'educazione dei miei figli, perché insegno loro e li educo come voi avete fatto con me. Riposa in pace e prenditi cura di noi da lassù come facevi qui. Grazie di tutto. Ti amo, pa".