SDOTTORATE

Le Sdottorate: il segreto di Conte e il letargo di Ibra

Il meglio e il peggio della 23esima giornata di Serie A

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L’Inter prova la fuga con l’allungo a +4 sul Milan, la Juventus cerca di tenere la scia e di portarsi stasera a -8 con la gara contro il Napoli da recuperare. Nel trionfale derby nerazzurro l’attacco crea e Handanovic (almeno tre super parate) conserva alla faccia di chi lo dava già per finito. In zona Champions frena la Roma con l’insipido 0-0 di Benevento, vola l’Atalanta che strabatte (4-2) il Napoli e aggancia la Lazio al quarto posto in attesa dell’euroscontro con il Real Madrid. 

COPPIA – Ok la coppia è giusta. La Lu-La è tornata e il Milan ne sa qualcosa. Lukaku allunga sul trono del gol temporaneamente su Cristiano Ronaldo (17 a 16) con il portoghese che deve però recuperare due partite (questa sera con il Crotone e chissà quando contro il Napoli). Lautaro Martinez, fresco papà di Nina, fa 13 ed è a una sola rete dal suo record personale in campionato stabilito (con 14 centri) nello scorso torneo. Dai gemelli del gol anni Settanta Graziani-Pulici a quelli anni Ottanta Vialli-Mancini, a questa devastante coppia di nerazzurro vestita che sembra splendidamente assortita – fatte le debite proporzioni - come quella dello scudetto dei record trapattoniano composta dal gigante Aldo Serena e dal guizzante (e argentino) Ramon Diaz. Un bottino di 30 gol in 23 giornate, più della metà della produzione golifera interista (57 reti in campionato), che spiega molto del primato in classifica della Beneamata. Flash su Lukaku al di là di assist e gol: al 91esimo, sul 3-0, spazza l'area piccola di testa su cross di Castillejo. Chapeau!

SEGRETI – Nonsologol. Tra i segreti della vetta nerazzurra (oltre all’uscita dall’Europa, potremmo malignamente sussurrare…) c’è anche una difesa di ferro, il marchio di fabbrica del Comandante Conte (cit. Marco Barzaghi). Dopo le prime non esaltanti uscite, con emergenza infortuni ma anche scelte cervellotiche come Kolarov difensore di sinistra, il tecnico salentino è riuscito a trovare la quadra, anzi, il quadrato: con il terzetto Skriniar, De Vrij, Bastoni davanti ad Handanovic. Nelle prime 8 partite di campionato i nerazzurri avevano incassato ben 13 reti mantenendo solo una volta la porta inviolata. I numeri di oggi ci dicono che nelle ultime 6 giornate l’Inter ha subìto un solo gol (da Milinkovic Savic nel 3-1 alla Lazio) mantenendo cinque volte la porta imbattuta (di cui due contro Milan e Juventus…)

RISVEGLI – Tra i meriti del condottiero nerazzurro anche la rinascita di Perisic ed Eriksen. Sul croato Conte ha insistito (titolare nelle ultime 4 partite, protagonista con un gol e due assist in questo poker di successi consecutivi) trovando così l’uomo giusto sulla corsia sinistra. Su Eriksen è stato bravo a… ricredersi, valorizzando i segnali positivi (dal gol su punizione nel derby di Coppa Italia) e preferendolo adesso addirittura al suo pupillo Vidal. E pensare che nel gennaio dello scorso anno Conte fece fuoco e fiamme perché la società gli aveva comprato il danese invece del cileno, da lui espressamente richiesto…

LETARGO – Negare l’importanza di Ibrahimovic in questo Milan è una bestemmia. Ma sarebbe bene che i tanti corifei e adulatori di Zlatan che circolano tra Milanello e Casa Milan dessero un’occhiata ai numeri per poi pesarli per bene. Da quando lo svedese è tornato dall’infortunio, in 517 minuti ha realizzato 4 gol, di cui uno su rigore: due al Cagliari (terzultimo) e due al Crotone (ultimo). Adesso per Ibra arrivano scadenze importanti: giovedì il ritorno di Europa League contro la Stella Rossa, domenica sera la sfida all’Olimpico contro la Roma. Quindi… Sanremo. Teatro Ariston. Su il sipario. Applausi. O fischi?

APPLAUSI – Lo confessiamo: come ex moviolista di lungo corso (dal 1999 al 2010…) abbiamo un debole per Daniele Doveri, per il suo stile arbitrale, per la sua autorevolezza che non sfocia quasi mai nell’arroganza. Ok le magie di Lukaku & Lautaro, ok le parate di Handanovic. Ma nell’ultimo derby milanese sono da applausi anche… i fischi.

RIBALTONE – Lo scorso anno Luis Alberto era stato il miglior assistman della Serie A, anzi, il top in materia dei 5 top campionati europei. A fronte di 6 reti segnate ne aveva propiziato la bellezza di 16. Adesso il centrocampista offensivo spagnolo della Lazio si è messo in proprio diventando… egoista. Con la rete segnata sabato alla Sampdoria è già a quota 7, seconda miglior performance in carriera con il record personale (11 nella stagione laziale 2017-18) a portata di piede. Stupisce semmai che un simile talento vanti solo una presenza (anzi, 16 minuti…) con la maglia della Roja, per di più in un’insulsa amichevole contro Costarica nel novembre 2017. Va bene che la Spagna del tikitaka ha prodotto gioielli straordinari (in quell’occasione entrò al posto di un tal Iniesta…), ma che uno come Suso di partite in Nazionale ne abbia giocate 5 e Fabian Ruiz 9, ecco, questo forse è profondamente ingiusto.

 

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