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Le Sdottorate: CR7 come "El Malaka" | Pioli, basta bugie

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Dopo l’intermezzo di Coppa Italia, sarà San Siro domenica sera a fare il nome (Roma permettendo) dell’anti-Milan: Inter e Juventus arrivano allo scontro diretto, un tempo chiamato Derby d’Italia, con stati d’animo opposti. La Juventus sull’abbrivio di una vittoria più voluta che meritata. L’Inter dopo l’ennesima incompiuta. Contro un Sassuolo per un tempo ridotto in 10 la Juve ha subito – prima di segnare il gol del 2-1 – un quasi irridente torello. E dopo il raddoppio di Ramsey ha anche rischiato di vedersi raggiunta per la seconda volta dall’incursione di un 19enne al suo esordio in A (l’italo-ghanese Oddei). Insomma, dal gelo dello Stadium Pirlo si porta a casa i tre punti e si tocca il suo lato B (il 2-1 arriva infatti sull’asse Frabotta-Ramsey che stavano per essere sostituiti…) ma gli applausi vanno tutti al suo concittadino e coscritto De Zerbi.

PAGELLA – Con la rete (inutile) segnata a 30 secondi dalla fine del recupero Cristiano Ronaldo tira su il voto di una prestazione ai limiti dello sconcertante. Palloni persi, passaggi fuori misura, gol sbagliati. Scatto e diagonale per il 3-1 finale sono all’altezza del cinque volte Pallone d’oro portoghese. Tutto il resto faceva rimpiangere persino pipponi del calibro di Jorge “El Malaka” Martinez o Nicklaus Bendtner.

PEONES – Roma-Inter prometteva spettacolo. Dzeko vs Lukaku e Mkhytarian vs Lautaro Martinez le sfide più attese. Alla fine spettacolo è stato, con 4 gol e tante emozioni. Ma le firme su un pareggio che lascia deluse un po’ entrambe le squadre (magari di più l’Inter perché raggiunta in extremis e perché candidata forte per lo scudetto) sono arrivate da “peones” del gol, da centrocampisti e difensori. Al vantaggio di Lorenzo Pellegrini (terza rete stagionale per lui) rispondono Skriniar (gol numero 2 in stagione) e Hakimi (terzino goleador che tocca quota 6) prima del definitivo pareggio firmato Mancini (anche per lui secondo centro in questo campionato).

NUMERI – La seconda stagione di Conte alla guida dell’Inter presenta numeri perlopiù deficitari rispetto alla prima. Lo scorso campionato di questi tempi (17esima giornata) l’Inter contiana era in testa a pari merito con la Juventus (adesso insegue a -3 il Milan). I punti erano 42: 5 in più rispetto agli attuali 37. Unico dato favorevole quello relativo ai gol segnati: quest’anno 43, lo scorso anno 36. Il doppio ritardo nerazzurro in classifica (rispetto al Milan e nella graduatoria comparata) si spiega dunque con le reti subite: dopo le 17 prime giornate dello scorso torneo erano soltanto 14, oggi sono ben 23. E, si sa, in Italia è più frequente che vinca lo scudetto la squadra con la miglior difesa rispetto a quella con il miglior attacco…

FANTASMA – Antonio Conte, bontà sua, ha definito “buonissima prestazione” gli 82 minuti giocati da Arturo Vidal all’Olimpico. Contento lui… Diciamo che sul piano della corsa e dell’impegno qualche piccolo passo in avanti effettivamente si è (intra)visto. E poi rispetto alla disastrosa prova contro il Crotone (uomo perso in occasione dello 0-1 di Zanellato e rigore procurato per il momentaneo 2-2 calabrese) il cileno non ha combinato casini in fase difensiva. Peccato però che sulla coscienza abbia due errori clamorosi in zona gol. Al 27esimo (sull’1-0 Roma) poteva e doveva chiudere meglio la combinazione con Hakimi. Al 72esimo (sull’1-2 Inter) ha clamorosamente ciccato palla solo a centroarea mancando la rete del possibile 1-3 che probabilmente avrebbe chiuso la partita. Conte, che voleva il suo pupillo juventino già nello scorso mercato invernale, ha fatto di tutto per portarlo a Milano in estate. Finora numeri e performances stanno dando torto alla scelta del tecnico nerazzurro. Le prestazioni sono sotto gli occhi di tutti. I numeri (impietosi) sono i seguenti: a quasi metà stagione, Vidal in 19 partite non ha ancora segnato un gol (rimediando 6 cartellini gialli). E dire che le incursioni vincenti nell’area avversaria sono sempre state il pezzo forte di Re Artù che nelle sue 13 stagioni europee precedenti di reti ne aveva collezionato ben 102 (21 nei suoi 4 anni al Bayer Leverkusen, 48 nelle sue 4 annate alla Juventus, 22 nelle sue tre stagioni al Bayern Monaco e 11 nel biennio al Barcellona). Insomma, cercasi Vidal disperatamente…

MODESTIA – E’ quasi fastidioso il gioco a nascondersi di quel bravo allenatore (e ottima persona) che corrisponde al nome di Stefano Pioli. Il Milan è in testa praticamente da inizio campionato, ha vinto il derby contro la favoritissima Inter, ha perso senza sfigurare contro la Juventus campione in carica, ha fatto a meno per quasi due mesi di Ibrahimovic (e l’Ibradipendenza?)… Ok, lo scudetto non era nei piani di stagione e non vincerlo non sarebbe un dramma. Ma forse ammettere che a questo punto ci si potrebbe anche provare sarebbe un passettino avanti per… crederci un po’ di più. Non si capisce perché si debba ricorrere in ogni post partita alla solita “manfrina” davanti a taccuini e microfoni. Scaramanzia? Falsa modestia? Paura di far montare la testa al “gruppo”? Boh. Interrogativi che restano senza risposte.

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