Scegliete voi quale sia il paradosso più grande: che l’uomo più in forma della Juventus abbia collezionato sin qui zero presenze dal primo minuto. Oppure che lo stesso in grado di dare la scossa a Cagliari non potrà nemmeno giocare in Europa. Comunque la si guardi, il paradosso della Juve - oggi - si chiama Edon Zhegrova.
Spalletti, sin qui, l’ha utilizzato sempre e solo part-time. Ma tutte le volte in cui è entrato in questo inizio di campionato, la Juve è uscita dalla comfort zone. Per esempio a Reggio Emilia: prima di perderla last minute, Edon l’aveva ribaltata da solo.
L’avventura di Zhegrova nella Juventus è stata in realtà tutta un paradosso. L’anno scorso zero gol e zero assist, tanti problemi fisici e giusto qualche lampo, non abbastanza per la riconferma. La Juve ha sperato di venderlo fino all’ultimo, ma l’ex Lille è rimasto.
Ed è rimasto fuori anche dalla lista Uefa per l’Europa League. Proprio adesso che una Juve ordinata ma troppo prevedibile avrebbe disperatamente bisogno di cambiare passo. Quello che per Luciano gioca con gli occhiali 3D, parole sue, non vedrà il campo. Eppure a Cagliari gli erano bastati 20 minuti per trasformare quel campo nel giardino di Edon.
E mentre avanza il dibattito tra chi lo vede titolare e chi lo preferisce come arma in corso, la Juve, stasera a Vigo, spera di non doverlo rimpiangere. Se ve l’avessero detto a inizio stagione, l’avreste pensato anche voi: un bel paradosso...