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Inter, numeri... da scudetto. Conte e la fake news Psg

Milan primo ma con numeri inferiori ai nerazzurri. La Juventus si mantiene attaccata al Napoli

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Lotta scudetto e zona Champions, poker di vittorie per le prime 4 della classe che lascia invariate le posizioni a tre giornate dal termine. Il regalo di Terracciano a Leao dà il successo al Milan a 8 minuti dalla fine di una partita che ha visto il Diavolo più in difficoltà di quanto potesse fare immaginare il negativo trend della Fiorentina reduce da tre sconfitte consecutive tra campionato e coppa. A Udine l’Inter reagisce allo stop di Bologna e mette pressione ai cugini. La Juventus risponde alla sestina del Napoli di sabato e si mantiene a -1 dagli azzurri.

Getty Images

MERAVIGLIAO – Il gol decisivo di Leao contro la Fiorentina ha anche un peso simbolico: il portoghese infatti salendo a quota 10 gol diventa il primo giocatore rossonero in doppia cifra in questo campionato sanando così un’anomalia della capolista. Che è tale in fatto di punti ma che curiosamente finora non ha il migliore attacco (Inter davanti a tutti con 74 reti, Milan soltanto quarto con 61) né la miglior difesa (ancora Inter al top con 29 gol al passivo contro i 30 del Milan).

RECORD – Non aveva mai segnato così tanto in campionato Leonardo Bonucci che con la doppietta al Venezia sale a quota 5. Eguagliando il miglior bottino stagionale in carriera stabilito nel 2016-17 con 5 reti distribuite tra Serie A (3), Champions League (1) e Coppa Italia (1). Con ancora 4 partite da disputare (le tre di campionato e la finale di Coppa), il numero 19 bianconero può dunque far meglio di cinque anni fa. E chissà che, con il ritiro di Chiellini e l’addio di Dybala, la fascia non torni stabilmente al suo braccio…

CONTRAPPASSO – Sempre a proposito di difensori centrali… Dalla polvere all’altare. Francesco Acerbi, colpevole domenica 24 in occasione del gol vittoria del Milan all’Olimpico, suppergiù alla stessa altezza di partita decide a La Spezia il successo della Lazio. Una sorta di legge del contrappasso sui generis per il difensore lombardo di biancoceleste vestito: per lui terzo gol in stagione, tutte reti arrivate in gare vittoriose. La prima, in casa nel 3-1 con il Genoa di dicembre, aveva poi portato con la sua esultanza provocatoria nei confronti della Curva Nord alla frattura tra Acerbi e gli ultrà laziali. Poi il gol al Penzo nel 3-1 al Venezia. E il centro del 4-3 al Picco. Acerbi così, in una stagione che potrebbe essere quella del suo addio alla Lazio, può comunque stabilire segnando ancora un gol nelle prossime tre giornate il suo primato di gol alla Lazio (finora 3, eguagliato il bottino della sua prima stagione 2018-19). E 4 è anche il suo record assoluto in A, toccato ai tempi del Sassuolo in due stagioni (2015-16 e 2016-17).

BELLEZZA – Il tennistico 6-1 rifilato al Sassuolo fa aumentare la rabbia per il “braccino” mostrato dal Napoli di Spalletti nel trittico decisivo del campionato: 1 punto su 9 nelle sfide casalinghe contro Fiorentina e Roma e nella trasferta di Empoli. Resta la grande bellezza del gioco di una squadra che quando è in palla fa davvero divertire. E che con la doppietta di Mertens agli emiliani fa entrare il terzo giocatore della rosa in doppia cifra: 13 le reti di Osimhen, 11 quelle dell’attaccante belga e 10 quelle di capitan Insigne.

MAESTRO – Marco Giampaolo detto il Maestro ha davvero un tocco magico quando si tratta di derby (genovesi). Ne ha giocati 7 in panchina con un bilancio straordinario: 5 vittorie e 2 pareggi. E’ dunque imbattuto. E pensare che nelle sue altre esperienze in fatto di stracittadine il derby è stato per lui sinonimo di sconfitta: 0-2 con il Milan nel settembre 2019 e 1-2 con il Torino nel dicembre 2020.

POLVERI BAGNATE – La tragedia sportiva dell’errore dal dischetto di Criscito all’ultimo respiro del derby genovese ripropone il tormentone sui problemi offensivi di un Genoa che - con 25 reti in 35 partite - possiede di gran lungo il peggior attacco della Serie A. Mai peraltro nella storia dei campionati a 20 squadre il Grifone aveva segnato così poco. In tempi moderni la stagione meno prolifica era stata quella del 2017-18 (allenatori Juric e, dalla 13esima, Ballardini) quando le reti rossoblù erano state appena 33 in 38 giornate. Con un piazzamento finale però al 12esimo posto con 6 punti di vantaggio sul Crotone terzultimo. Il numero di gol più basso in assoluto del Genoa nella massima divisione (16) si era invece registrato nel campionato a 16 squadre del 1973-74 chiuso con Arturo Silvestri in panchina all’ultimo posto.

VOCI – Antonio Conte ha smentito nei giorni scorsi la trattativa che lo vorrebbe a un passo dalla panchina del Paris Saint Germain. Il tecnico salentino sta lottando punto a punto con l’Arsenal per conquistare il pass per la prossima Champions League. Ha raccolto il Tottenham al settimo posto e punta a una qualificazione che avrebbe quasi del miracoloso. Si sa, lui è un “animale” da campionato, si tratti di vincerli o come in questo caso di dare una grande sterzata. Certo sorprende che il Psg possa pensare di affidarsi a lui per centrare quella vittoria in Champions che è un’ossessione. Perché i numeri di Conte nel massimo trofeo continentale sono imbarazzanti: 36 partite (alla guida di Juventus, Chelsea e Inter, non proprio squadrette…) e solo 12 vittorie. E con gli Spurs l’ultima chicca europea in Conference League: eliminazione nella fase a gironi con annessa sconfitta contro gli sloveni del Nogometno Sola Mura. Avessi detto il Real Madrid…

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