Conte: "Volevo uscire dal garage"

Il ct si toglie qualche sassolino: "Ci sono situazioni in cui si è incudine o martello: io sono incudine. Dopo il Mondiale c'erano tanti buoni propositi, ma poi si è fatta marcia indietro come i gamberi"

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In conferenza stampa Antonio Conte si toglie qualche sassolino. "Ci sono situazioni in cui si è incudine o martello: in sono incudine - ha spiegato -. Dopo il Mondiale c'erano tanti buoni propositi, ma poi si è fatta marcia indietro come i gamberi. Quello che mi è dispiaciuto è vedere che una cosa andava fatta per o contro Antonio Conte e non per la Nazionale che è di tutti". Sul futuro: "Sarebbe stato difficile rimanere in garage altri 2 anni".

Antonio Conte ricorda il mitico "Spazzolino", colui che fu magazziniere dell'Italia campione del mondo. "Mi sembra doveroso ricordare il mitico 'spazzolino', una figura che rimarrà sempre nei nostri cuori. E' una presenza che ci mancherà, Coverciano era casa sua, ha partecipato a quasi tutte le spedizioni della Nazionale. Adesso insieme ai ragazzi faremo qualcosa per ricordare Pietro Lombardi".

Come mai ha deciso di lasciare la Nazionale dopo gli Europei?
"Mi era stato chiesto di fare chiarezza sulla mia posizione visto che il mio contratto sarebbe scaduto dopo gli Europei. Ci ho pensato e ho ponderato la decisione e quando non ho avuto più dubbi l'ho comunicato al presidente, a colui che mi ha scelto e mi ha voluto qui".

Cosa la intriga dell'Inghilterra?
"In questo momento non mi intriga nulla. Sono l'allenatore della Nazionale e questa esperienza mi ha insegnato tanto. Un'esperienza fantastica, straordinaria, ho sempre inviadiato gli allenatori che hanno disputato Mondiali ed Europei".

Il tuo addio alla Nazionale sembra un addio al calcio italiano per i dissapori con la Lega.

"Non è assolutamente un addio al calcio italiano dove sono cresciuto. Valuterò in futuro cosa fare. Ci sono situazioni in cui si è incudine o martello: in questo momento siamo incudine. E' il ruolo del commissario tecnico, lo è stato Prandelli e lo sarà anche il mio successore. Me ne farò una ragione. Dopo il Mondiale c'erano tanti buoni propositi, ma poi si è fatta marcia indietro come i gamberi. Il mio riferimento rimane il mio presidente. Quello che mi è dispiaciuto in questi due anni è vedere che una cosa andava fatta per o contro Antonio Conte e non per la Nazionale che è di tutti".

Volevo sapere come stai tu. Prevale l'ansia per portare a casa risultati importanti o prevale l'entusiasmo?
"Io mi sento con tanta voglia di lavorare. Mi eccita che abbiamo questo appuntamento a giugno, sono bello carico per lavorare sotto tutti i punti di vista. Sono esperienze che ti capitano una volta nella vita, sento grande responsabilità, ma ho grande voglia di lavorare con questi ragazzi. Sappiamo che ci sono altre nazionali che possono essere più forti di noi, ma con il lavoro ed essere squadra possiamo colmare questi gap che ci sono".

Come immagini questi mesi prima dell'Europeo?

"Non si è abituati a trovare persone che parlano in modo trasparente e la trasparanza nella vita, con la correttezza, pagano sempre. Sono orgoglioso di come sono.

Hai comunicato a Tavecchio la tua prossima destinazione?
"No, ho solo comunicato la mia scelta. Sono stato combattuto, hanno prevalso tante situazioni e ho ascoltato il mio cuore. Abbiamo parlato di questo".

Che eredità lasci al tuo successore?

"Abbiamo lavorato molto sulla maglia azzurra, sulla necessità del ritorno di quella voglia a indossare questa gloriosa maglia. Abbiamo lavorato tanto su questo, con risultati. Abbiamo ritrovato valori importanti che nell'ultimo periodo si erano un po' persi. C'è un gruppo di calciatori che sta crescendo e che può fare molto bene. Anche il settore giovanili negli ultimi 6 anni, i 4 di Sacchi e i miei due, ha fatto passi da gigante. Il lavoro c'è ed è sotto gli occhi di tutti".

Hai già deciso la data del ritiro pre-Europeo?
"Non ancora, perché spero che si possa cambiare ancora. Avevo messo in preventivo di dare una settimana di stop ai calciatori, per avere giocatori più brillanti dopo una stagione intensa. Se la finale di Coppa Italia rimarrà il 21 dovremo fare delle riflessioni".

Quando ha deciso di lasciare la Nazionale?
"La qualificazione agli Europei mi ha riempito d'orgoglio e lì ho cominciato a valutare. Poi sono stato altri 4 mesi senza fare niente e pensare che ci sarebbero stati altri due anni così sarebbe stato davvero difficile rimanere ancora in garage".

La parola Chelsea è tabù?
"No, posso pronunciarla, come quella di altri club italiani. Una parte del mio cuore fa fatica ad accettare questa decisione. Vediamo il futuro cosa mi riserverà di bello se all'estero o in Italia".

Sa già dove allenerà la prossima stagione?
"La volontà è tornare ad allenare un club, lasciare il garage. La decisione che ho preso finora è quella di non essere più il ct nei prossimi due anni".

Che gara si aspetta contro la Spagna?
"E' un test molto probante e significativo. La Spagna ha grande qualità, viene da vittorie su vittorie e ha fallito l'ultimo Mondiale uscendo al primo turno come l'Italia. Con la Germania è tra le favorite dell'Europeo".

Ci sono diverse connessioni tra te e il Chelsea. Cosa ne pensa del calcio inglese?
"Penso che anche la Nazionale inglese sia molto forte, ha vinto tutte le gare di qualificazione. Il calcio inglese è molto ambito da calciatori e allenatori, è un campionato molto interessante. Il campionato inglese e spagnolo sono molto interessanti. Per adesso ho solo allenato in Italia e non ho mai nascosto la mia voglia di confrontar,mi in futuro con altri paesi. Non so quando, ma prima o poi accadrà".

Hai sentito Pirlo e quali speranze ha di tornare in gruppo?
"Con Andrea non mi sono sentito per telefeno, tra noi due c'è grande stima e non c'è bisogno di sentirsi al telefono. Sto facendo delle valutazioni in questo doppio match e a due mesi dagli Europei voglio sentire cosa mi dice il campionato e ci sono calciatori che hanno le caratteristiche per entrare in questo gruppo. Cerco dei calciatori eclettici, che non giochino solo in un ruolo. Vogliono testare se anche elementi come Thiago Motta possono entrare a far parte di questo gruppo".

C'è il rischio che inconsciamente i ragazzi non seguino più il loro generale?
"Le motivazioni sono solo una parte e contano il 20%. Se uno è generale lo è sempre, se non lo sei non lo diventi".

La convocazione di Bernardeschi è un premio o qualcosa in ottica futura?
"Bernardeschi è qui perché è una voce che arriva dal campionato, un po' come Jorginho. E' qui per merito, non c''è nessun premio. E' qui perché voglio testarlo per capire se può essere utile già nel presente, mentre non ho dubbio che lo sarà in futuro. E' qui perché sta facendo un grande campionato, sa sacrificarsi".

Ranieri sta vincendo la Premier. Che immagine è?

"E' un'immagine positiva che Claudio stia vincendo la Premier. Anche lui ha fatto un'esperienza da ct e gli mancava il campo. E' una bravissima persona che a livello di trofei ha ricevuto meno di quello che ha dato. Spero che questa favola possa realizzarsi per lui perché se lo merita".