Caso Figc, Buonfiglio: "Mandati messaggi mafiosi, attacchi squallidi alla mia famiglia"

06 Ott 2026 - 16:01
SeguiLogo SportMediasetsuSeguici su

"Ci fosse stato un episodio del genere in un'altra federazione in 60 giorni si sarebbe rimesso tutto in ordine. Qualcuno ha mandato anche dei messaggi mafiosi. Ma sono solido e non mi faccio influenzare da nessuno. Attacchi personali squallidi alla mia famiglia. Non è colpa di nessuno se un figlio è più bravo del padre". Così il presidente Coni, Luciano Buonfiglio, al termine del Consiglio Nazionale straordinario spiegando la scelta di commissariare la Figc affidando a Giovanni Malagò il ruolo di commissario.

"Il rispetto delle regole, la cosa fondamentale è questa. Cosa che è stata sancita con il commissariamento della Figc. Ognuno la può raccontare come vuole, ma gli uffici non hanno funzionato, la giustizia sportiva ha perso troppo tempo, insomma le regole non sono state rispettate. Non ho mai personalizzato il processo decisionale. Mai una volta ho tirato fuori una cosa personale. Altrimenti 81 partecipanti del consiglio si sentivano legittimati a fare come volevano", ha sottolineato. "Ho sempre detto che le regole vanno rispettate. Al tempo stesso vedendo i comportamenti esterni, dovevo reggere l'impatto. Sono sempre coerente con me stesso, non mi faccio influenzare da nessuna parte", ha spiegato il presidente.

"Ho sempre criticato gli attacchi alle famiglie delle persone coinvolte e mi riservo di denunciare in quanto non lo ritengo opportuno e anche squallido", ha aggiunto Buonfiglio.