Mido, dall'Ajax agli eccessi: storia di un campione mancato

Grande amico di Ibra, l'egiziano ora è irriconoscibile

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La storia di Mido è iniziata come un sogno e lentamente si è trasformata in un lungo declino. Il talento egiziano da molti è considerato infatti uno dei più grandi campioni mancati. Esploso nell'Ajax insieme a Zlatan Ibrahimovic, era considerato uno talenti più cristallini del panorama mondiale: mix perfetto di tecnica e freddezza sottoporta. Un gioiello con tante ombre però, che non ha saputo canalizzare le sue qualità, perdendosi tra night, sbronze e liti. Come dimostra una sua foto che gira sui social.

All'anagrafe Ahmed Hossam Hussein Abdelhami, Mido arrivò al Gent a 16 anni e nel giro di tre anni con la maglia dell'Ajax diventò il calciatore egiziano più famoso del mondo. "Nel suo Paese è considerato un dio", raccontava di lui Ronald Koeman, l'allora allenatore dei Lancieri. Un'ascesa fulminante, segnata da decine di gol, ma anche da tanti comportamenti sopra le righe. Tra i tifosi dell'Ajax si guadagnò il soprannome di "Re del Cairo".

E da "Re", Mido si atteggiava anche fuori dal campo, agli allenamenti e in giro per le strade e i locali di Amsterdam. Una serie di eccessi che toccarono l'apice con il lancio di un paio di forbici negli spogliatoi verso l'amico Zlatan. E' l'episodio chiave che chiude l'avventura dell'egiziano all'Ajax. L'inizio indelebile del suo declino. Ceduto in prestito al Celta Vigo, nel 2003 viene poi acquistato dall'OM per 12 milioni di euro. Dopo sei mesi da sogno in Francia, per Mido poi però l'incubo ritorna. Fuori forma, nervoso in campo e negli spogliatoi, Mido litiga con Drogba e a fine stagione viene ceduto alla Roma per 6 milioni di euro. Nella capitale il "Re del Cairo" combina pochissimo, collezionando solo otto presenze e nessun gol. Disperati, i giallorossi lo spediscono in prestito al Tottenham, che 18 mesi dopo lo riscatta. Subito dopo aver firmato col club inglese però l'egiziano torna ai soliti vizi. Serate al night, alcol, litigi con compagni e allenatore. Comportamenti che di fatto chiuderanno le sue ambizioni nel mondo del calcio. Dopo l'esperienza londinese, Mido passa al Middlesbrough, poi veste le maglie di Wigan, Zamalek, West Ham, torna all'Ajax per una breve parentesi e poi chiude la carriera al Barnsley nel 2013. Una vita travagliata, con tanti rimpianti e occasioni perse. Dentro e fuori dal campo. 

A 30 anni, nel 2014 intraprende la carriera da allenatore, diventando allo Zamalek il tecnico più giovane della storia del calcio egiziano e vincendo la Coppa d'Egitto. Sollevato dall'incarico a fine stagione, nel 2015 sostituisce Tarek Yehia sulla panchina dell'Ismaily, ma poi si dimette, tornando allo Zamalek, da dove verrà poi licenziato dopo la sconfitta subita contro l'Al-Ahly nel Derby del Cairo. Poi l'ultima avventura in panchina, al Wadi Degla. Un lento e triste declino. Non solo professionale, ma anche fisico. Come testimoniano le ultime foto dell'egiziano che rimbalzano sui social.

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