Malagò: "Figc? Non dico nulla"

Il presidente del Coni sul futuro della federazione: "Quando si portano avanti vicende e battaglie personalistiche abbiamo perso". Il ministro Lotti: "Sconfitta di tutti"

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Dopo la mancata nomina del presidente Figc e la conseguente necessità di un commissariamento, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, indicato proprio come possibile commissario, non si sbilancia: "Non posso dire nulla, c'è una giunta fissata per giovedì" ha detto. Significativa però la sua riflessione: "Quando si portano avanti vicende e battaglie personalistiche abbiamo perso". Il ministro Lotti: "La mancata elezione è una sconfitta di tutti".

Le parole di Malagò arrivano all'indomani della fumata nera dell'assemblea elettiva della Federcalcio che, molto probabilmente, porterà al commissariamento della federazione. la decisione spetta, appunto al Coni. "Cosa mi ha colpito sui giornali questa mattina? Devo dire la verità e potete non crederci, ma sono stato con le mie figlie e non ho letto nulla" ha detto Malagò prima di aprire i lavori del forum "Sport Integrity" in corso al Salone d'onore del Coni. "Qui l'argomento è uno solo: cosa vuole fare lo sport? Dove vuole andare il nostro mondo? Dobbiamo capire cosa può fare per migliorare il livello della vita delle persone dando l'esempio, anzi dando il buon esempio. Di integrità dello sport se ne parla molto, ma bisogna accompagnare le dichiarazioni ad esempi concreti, sul campo" ha concluso. 

Ha parlato anche il ministro dello Sport: "Quando si arriva a una mancata elezione è una sconfitta di tutti, non va bene. Sapevamo che la situazione era questa, ora vediamo quale sarà la decisione della Giunta del Coni che si riunirà giovedì" ha detto Luca Lotti. "Questa, ora, è l'occasione per il calcio di ripartire da zero e riscrivere anche una parte di quelle regole che hanno portato a questo stallo. Bisogna dare un nuovo impulso al movimento del calcio in Italia" ha aggiunto. Lotti ha poi ammonito: "E' un problema che non nasce ieri, lo abbiamo sempre detto. Non è che si possa pensare di risolvere i problemi del calcio con le dimissioni di Tavecchio. Il governo è pronto ad ascoltare e a mettersi a disposizione di chi avrà il compito di far ripartire il calcio italiano". Sugli sviluppi futuri della vicend ail ministro ha detto: "Credo sia giusto ripartire dal basso, dalla base ma non voglio però anticipare il lavoro delle persone a cui il Coni affiderà il compito di far ripartire questo settore. Ribadisco che è opportuno sfruttare questo momento. Non possiamo fare finta che non sia successo niente e che tutto vada bene". 

Sulla vicenda è intervenuto anche Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione:" I commissari, dovunque, sono sempre una sconfitta perché rappresentano l'incapacità dal punto di vista ordinario di risolvere i problemi. Quando è necessario i commissari rappresentano una soluzione ma, parlando in generale, devono essere soluzioni ponte per ripristinare l'ordinarietà. Noi purtroppo siamo il Paese dei commissari, e lo sport non riesce nemmeno in questo senso a essere diverso dal resto del paese". A margine del forum 'Sport Integrity', Cantone ha poi concluso: "Dal mondo del calcio mi augurerei chiarezza perché abbiamo bisogno di una governance forte per affrontare tantissimi problemi, per affrontare un momento di grande crisi. Serve una governance forte che rimetta il calcio al centro degli interessi".

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