Tavecchio a San Siro un anno dopo Italia-Svezia: "Mi sono dimesso per amore della Nazionale"

Prima partita da presidente federale per Gravina: "Grande emozione"

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A un anno dallo 0-0 con la Svezia che ha estromesso l'Italia dal Mondiale per la prima volta dopo 60 anni, torna a San Siro l'allora n.1 della Figc, Carlo Tavecchio. "Torno qui sereno, per incoraggiare l'Italia - ha detto prima della partita con il Portogallo -. Il mio apporto non mancherà mai. Ho la Nazionale nel cuore, mi sono dimesso per amore della Nazionale. Non si è dimesso nessuno, qualcuno doveva prendersi la responsabilità. Abbiamo avuto un post Mondiale drammatico. Il commissariamento? Non servono considerazioni, basta vedere i fatti".

"Dopo i Mondiali si è aperta una apocalisse che non si è chiusa come pensavo si chiudesse", ha aggiunto. Sulla scelta di Mancini come nuovo ct, Tavecchio ha detto: "È una scelta coraggiosa, intelligente e con rischio. Oggi è una partita da tre punti ma lui mette in campo i giovani. Un conto sono le amichevoli e un conto i tre punti. Oggi conta vincere".

Sul nuovo presidente Federale, Gravina, Tavecchio ha invece dichiarato: "È una persona che conosce il calcio, che ha navigato in tutti i mari. Sia agonisticamente che dal punto di vista dirigenziale. Se viene assistito politicamente, spero faccia la riforma dei campionati".

In questo periodo sono arrivate le dimissioni di Ventura: "Mi dispiace molto, non pensavo finisse così", ha commentato Tavecchio. "La sorpresa è che ha dato le dimissioni quando nessuno gliele chiedeva".

Infine tornando sulla sua gestione, l'ex numero 1 ha rivendicato alcuni risultati raggiunti: "Le 4 squadre in Champions è una fortuna che ho avuto grazie ai rapporti con Ceferin, un riconoscimento all'atteggiamento dell'Italia in un momento non facile. Anche le dichiarazioni della FIFA sul VAR, le finali dell'Europei Under 21 e le iniziative sul calcio femminile che io ho proposto 4 anni fa".

"Il calcio italiano deve lanciare e descrivere tantissime storie. La mia emozione per la mia prima gara della Nazionale italiana come presidente della Figc è legata ad un episodio straordinario, ad uno stadio che ha dimostrato una grandissima accoglienza per i colori azzurri, un grandissimo entusiasmo. Sono felice di vivere questa esperienza al 'Meazza' così come è stato per un grandissimo campione del passato, di nome Gigi Riva che qui al 'Meazza', nel 1987, proprio contro il Portogallo, ha esordito come dirigente della nostra Nazionale. Quindi la mia emozione la voglio dividere con una persona che ho stimato sempre tantissimo come Gigi Riva che e' nel cuore di tantissimi italiani".

Così Gabriele Gravina, presidente della Federazione, a margine del premio Campanati al Meazza prima di Italia-Portogallo per la Nations League.  "Cosa mi piace di questa Nazionale italiana di Mancini? Mi piace la voglia di raccontare una nuova storia, la voglia di non lanciare proclami legati solo a determinati obiettivi che sono importanti, quindi scrivere una nuova storia. Una storia fatta di giovani. Mi piace questo approccio del c.t., sappiamo che sarà chiamato ad un lavoro intenso, sappiamo anche che quando si lavora con i giovani bisogna avere pazienza e saper aspettare. Io sono una persona paziente, so aspettare, e sono convinto che con questa nuova storia gli italiani alla fine vivranno un lieto fine", ha aggiunto.

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