Il ct prova gli schemi per la prima gara di qualificazione a Euro 2020 con la Finlandia. Tutti gli uomini-gol su cui puntare e i giovani che devono emergere
Solo uno stage di 24 ore, ma Roberto Mancini lo ha sfruttato per portarsi avanti in vista del primo impegno di qualificazione a Euro 2020 (il 23 marzo a Udine contro la Finlandia). Ha insistito sul 4-3-3 che ha caratterizzato tutta la sua gestione (ad eccezione della sconfitta in Portogallo dello scorso settembre, in cui puntò su un 4-4-2 imbottito di giovani) e ha fatto simulazioni di partita contro quello che, presumibilmente, sarà il 4-4-2 degli scandinavi.
Quagliarella, chiamato a furor di gol nonostante i suoi 36 anni, è stato provato nel ruolo di centravanti e la sua chiamata, per quanto dettata dal suo straordinario rendimento in campionato, conferma le preoccupazioni del CT: i gol delle punte non arrivano, Belotti è praticamente fuori dai giochi, Immobile c’è ma non gli piace più di tanto, Balotelli si vedrà (ma se gioca con continuità a Marsiglia, a marzo torna in Azzurro). Insomma, non ci fosse stato il problema del gol da risolvere, Mancini non avrebbe chiamato un 36enne nemmeno se avesse segnato 50 gol.
La ricerca del centravanti quindi continua, mentre l’allenatore non abbandona la strada del ‘falso 9’ (oggi hanno ruotato nel ruolo Insigne, Chiesa e Politano, con Bernardeschi provato come mezzala). Molto importanti per il Mancio anche i rientri sulle fasce di Conti e Spinazzola, se non avranno altri guai fisici la loro carriera in Nazionale potrà di fatto avere inizio. Gli altri giovani: Kean (al CT piace tantissimo, tanto da averlo fatto esordire in novembre contro gli Usa) attaccante di sinistra, Zaniolo mezzala, Tonali nella posizione di regista in cui è stato provato anche Gagliardini. E a proposito di Zaniolo, Mancini in campo ha parlato molto con lui, dandogli continue indicazioni. Una conferma - non solo con le parole dette in conferenza stampa - che sul centrocampista della Roma il CT punta parecchio. E Kean, al suo arrivo a Coverciano, alla domanda dei giornalisti sulla rabbia di Dybala (rimasto in panchina contro il Parma), si è lasciato scappare un “beh, è normale”… Per poi mordersi la lingua.