Calcio femminile, Bertolini: "Abbiamo appassionato l'Italia, ma non giocavamo ad armi pari..."

Il c.t.: "Le ragazze meritano il professionismo. La differenza si è vista quando siamo arrivate tra le prime otto"

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Ora che è tutto finito e sono state versate un po' di lacrime, ora che le ragazze mondiali si sono godute applausi e complimenti di tutta Italia, bisogna andare oltre. La Nazionale femminile va via dalla Francia con la consapevolezza di aver scritto una possibile pagina di storia, al di là dell'eliminazione ai quarti, ed è su questo che la c.t. Milena Bertolini mette l'accento nell'ultima conferenza stampa.


"Dispiace, perché stavamo vivendo un'avventura importante, ma è andata avanti la squadra più forte - ha detto il tecnico - Le ragazze ora hanno più consapevolezza nelle loro qualità, nessuna aveva mai preso parte ad un Mondiale, dunque l'aspetto emotivo ci ha fatto spendere molte energie fisiche e nervose. Questo però è un punto di partenza, c'è la base per lavorare per il futuro. Ringrazio anche tutto il mio staff, tutti hanno lavorato forte e bene, con passione, intensità e competenza".

"Mi auguro che si arrivi al professionismo, credo che queste ragazze se lo meritino, non so in che modo e in che formula, ma devono avere le stesse opportunità delle colleghe all'estero. È la differenza che si vede soprattutto quando entri tra le prime otto o sedici el mondo: le mie ragazze hanno dato tanto, senza però potersi confrontare ad armi pari. Sono orgogliosa di quello che le ragazze hanno smosso in Italia, hanno fatto appassionare gli italiani. Credo sia questo il vero successo di questo Mondiale".

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