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ORIENTEERING

Orienteering: è morto Mattia Debertolis dopo il malore durante i World Games

Aveva 29 anni, le sue condizioni erano state subito critiche

12 Ago 2025 - 16:38
 © foto Fiso

© foto Fiso

È morto Mattia Debertolis, l'atleta 29enne della Nazionale di Corsa Orientamento colpito da malore durante la gara d'esordio dei World Games di Chengdu in Cina. Debertolis, trentino, 29 anni, era un ingegnere civile e lavorava a Stoccolma. Debertolis era regolarmente in gara venerdì scorso quando il suo Gps, dispositivo di cui sono dotati tutti gli atleti, aveva improvvisamente smesso di trasmettere, segnalandolo fermo. Questo aveva fatto scattare immediatamente le operazioni di soccorso. Il corridore era stato individuato e trasportato d'urgenza in ospedale, dove oggi si è spento.

La Fiso, Federazione Italiana Sport Orientamento, sul suo sito ufficiale aveva comunicato che Debertolis aveva ricevuto l'estrema unzione. "Il momento, profondamente toccante e intimo, è stato officiato dal Vescovo di Chengdu, giunto dopo un viaggio di due ore per raggiungere l'ospedale. La mamma, Erica Zagonel, e il fratello Nicolò hanno fortemente voluto che Mattia ricevesse questo sacramento". 

"Mattia ci ha lasciato, assistito fino in fondo dalla madre Erica, dal fratello Nicolò, dal resto della famiglia in Italia con il papà Fabio e i nonni, dal presidente della sua società Gabriele Viale, da Stefano Raus e dai suoi compagni di squadra Francesco, Anna e Caterina, da Alessio Tenani e Riccardo Scalet, da tutta la governance della Iof e dal Comitato Organizzatore dei World Games, dai medici e dagli infermieri dell'Ospedale di Chengdu, dai rappresentanti del Governo italiano in Cina, dal nostro amore e da quello di chi ti ha conosciuto ovunque nel mondo. Ciao Mattia, faremo tutti del nostro meglio per onorare il tuo ricordo", è il messaggio del presidente Fiso, Alfio Giomi, e del Consiglio Federale.

"Non riesco a descrivere adeguatamente a parole l'inimmaginabile profondità della tristezza per questa tragica perdita di una vita. I nostri pensieri sono con tutti coloro che piangono Mattia. Invito la comunità mondiale dell'orienteering a onorarne la memoria". Così Tom Hollowell, presidente Ifo, Federazione internazionale di orienteering. 

LA MAMMA: "ME LO RICORDO PER IL SORRISO DEI SUOI OCCHI"
"Me lo ricordo per il sorriso dei suoi occhi, sempre felice. Fin da piccolo amava qualsiasi sport. Alle elementari è stato introdotto all'orienteering grazie al maestro Renzo De Paoli, il quale insegnava geografia all'aperto attraverso mappa e bussola. Molti suoi scolari si sono appassionati all'orienteering grazie a questo metodo. Mattia ha praticato sci nordico come fanno tutti i Debertolis della valle. Si è dedicato anche alla discesa, con il fratello Nicolò, grazie al nonno Rinaldo Zagonel, maestro di sci e guida alpina e allo zio Piero Zagonel, anche lui maestro di sci, che li portava a praticare il fuori pista. Con l'US Primiero, oltre l'orienteering, ha giocato a calcio. Insomma, in qualsiasi sport lui era bravo". Così Erica Zagonel, mamma di Mattia Debertolis. "Ci metteva passione, come a scuola - ha aggiunto la mamma, affidando le parole al portale della Federazione italiana sport di orientamento -. Bravo studente, mai un problema, fino a conseguire la laurea in ingegneria civile a Trento, la magistrale a Stoccolma, fino a vincere il dottorato nella capitale svedese con un contratto di 5 anni, dove viveva abitualmente. Un bel carattere, era benvoluto da tutti. Quando tornava a casa, era sempre pronto ad aiutarmi in albergo o a supportare papà Fabio e nonno Anselmo, nella stalla. Ritornava tra le sue montagne, indossando orgoglioso i calzini preparati dalla nonna Delia e incontrando i tanti zii e cugini della nostra numerosa famiglia. Alle superiori scelse l'orienteering come suo sport principale, assieme all'amico di sempre Riccardo Scalet. All'università ha trovato Jessica, sua compagna di vita. Ingegnere e atleta nazionale di orienteering come lui. Una coppia in simbiosi. Assieme hanno raggiunto risultati di altissimo livello. Era determinato a raggiungere i massimi livelli mondiali, per questo negli ultimi due anni si era trasferito al PWT Italia. Lo ricordo felice delle sue scelte di vita sportive e professionali".

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