Otto chilometri in stampelle ai Mondiali Hyrox: la sfida contro i limiti di David Wetherill
Il 36enne britannico, ambasciatore Amazfit e veterano del tennistavolo paralimpico, premiato a Stoccolma: "Sento il potere di ispirare le persone"
di Paolo BorellaDavid Wetherill © Ufficio Stampa
Dopo otto chilometri di corsa e otto stazioni di allenamento spingendosi avanti con le sue stampelle, David Wetherill ha chiuso l'adaptive invitational dei Mondiali di Hyrox di Stoccolma in meno di due ore. Un'ora, 49 minuti e 57 secondi per la precisione. Il tempo non è secondario quando si parla di uno sport in cui la lotta con se stessi e con i propri limiti è costante, ma nel suo caso andiamo oltre. Per David, la sfida con la disabilità si estende alla vita di tutti i giorni.
Wetherill, britannico, ha 36 anni e alle spalle una carriera a livello paralimpico nel tennistavolo: solo pochi anni fa si è reinventato nell'Hyrox, dopo gli ottimi risultati nella maratona. Tutto questo nonostante sia nato con una rara malattia degenerativa alle ossa e sia inoltre affetto da una patologia cardiaca congenita.
Alle gare svedesi di metà giugno è arrivato dopo un pesante infortunio all'anca e ha gareggiato come sempre accompagnato dalle stampelle e da un vistoso supporto alla scarpa sinistra, che lo aiuta a muovere la gamba debole. Non ha però mollato di un centimetro e ha completato la sua 13esima gara stagionale. Una striscia da applausi, come quelli che gli hanno riservato gli altri atleti all'ultimo traguardo, valsa il premio di “Inspirational athlete of the year” direttamente dal comitato organizzativo.
Storie come queste aiutano a spiegare perché Hyrox sia passato da fenomeno emergente a potenza globale, in un contesto che in Svezia ha visto in gara anche atleti elite e centinaia di campioni in arrivo da ogni Paese.
David si è raccontato a Stoccolma durante un evento organizzato da Amazfit, di cui è testimonial, in un panel condiviso con altre eccellenze Hyrox come Linda Meier, Joanna Wietrzyk, Emilie Dahmen e Hidde Weersma: “Questo sport è diverso da tutti gli altri che ho provato”, ha detto Wetherill, “qui si gareggia insieme e mai contro, c’è tanta condivisione”.
La disabilità e i problemi non lo hanno mai fermato: “Ciò che mi guida è la voglia di scoprire davvero quali siano i miei limiti, quanto io possa spingerli ancora più in là. Voglio trovare l’impossibile e superarlo. Dopo il tennistavolo ho puntato sulla corsa e poi sull’Hyrox, ora sogno di poter fare lo stesso con le gare di Ironman e specializzarmi in quelle”.
Un anno fa, tanto per dire, a Londra aveva stabilito il record mondiale della maratona corsa con le stampelle in 5:59:05. Sempre senza pietismo, con una capacità concreta di accorciare le distanze: "Io un esempio? Quella parola mi rende uncomfortable, certo che è un onore essere definiti così. Sento il potere di ispirare le altre persone".
Il confronto con il proprio corpo e con le proprie sensazioni che passa attraverso i dati, statistiche che diventano colonne su cui basare allenamenti, riposo e programmi. I dirigenti Amazfit, Jesus Carrero e Jimmy Kennedy, hanno spiegato come l'obiettivo del loro brand sia quello di creare prodotti coordinati all'interno di un unico ecosistema di allenamento, il “Full Hybrid Training System”, per raccogliere informazioni chiave relative anche a recupero e alle abitudini quotidiane.
Le ultime novità, dal lancio degli orologi sportivi premium Balance Ultra e Balance 3, fino all'uscita dell'Helio Strap Pro con sensore di movimento da indossare in vita, vanno in questa direzione per garantire una raccolta e analisi dati con estrema accuratezza.
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Joanna Wietrzyk, argento ai Mondiali Hyrox 2026 di Stoccolma
Un fattore in più che fa la differenza per chi arriva ai massimi livelli di Hyrox partendo da una base atletica significativa, come Joanna Wietrzyk, l’australiana che ha chiuso seconda (57’14’’) ai Mondiali 2026 di Stoccolma: “Giocavo a tennis a livello nazionale ed ero personal trainer, poi ho cambiato vita grazie all’Hyrox. Durante la preparazione, uno degli aspetti più difficili è quello di ‘combattere’ contro il tuo corpo: a volte vorresti solo riposare, invece dai un’occhiata ai dati precisi raccolti con gli strumenti che abbiamo a disposizione e vedi che puoi dare ancora qualcosa. Allora magari aggiungi una sessione in più di allenamento: sono dettagli che diventano decisivi”.
Lo stesso per Hidde Weersma, l’olandese 15esimo in Svezia che aveva iniziato la carriera sportiva a livello nazionale dedicandosi a triathlon e alla corsa sulle distanze medio-lunghe: “Nel mondo hyrox respiri un clima da famiglia: tutti vogliono vincere, ma la prima sfida è contro se stessi. Avevo ottenuto il record del mondo, ma mi è stato sfilato dopo poche settimane: è una motivazione in più per continuare a questi livelli”.
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Hidde Weersma, 15esimo tra gli Elite ai Mondiali Hyrox 2026 di Stoccolma
Uno stimolo che richiede sacrifici e disciplina assoluti, spiega la connazionale Emilie Dahmen, terza agli Europei prima del settimo posto Mondiale di una settimana fa: “Almeno quattro ore al giorno di allenamenti e spesso nel giorno libero vado a nuotare. Il supporto dei dati è fondamentale, anche grazie ad Amazfit possiamo ricevere risposte su tantissimi parametri, che poi dobbiamo analizzare al meglio per sapere come interpretarli in modo corretto”.
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Il programma settimanale di allenamento di Emilie Dahmen, 7° ai Mondiali Hyrox 2026 di Stoccolma
Un anno fa, Dahmen si dedicava quasi esclusivamente allo studio all'università, ora invece punta al tetto del mondo nell’Hyrox: “Non è facile rendersi conto di questo cambiamento, sono felice che almeno uno dei miei genitori mi segua a ogni gara. Al traguardo degli Europei ho abbracciato subito mia mamma”.
Percorsi diversi, ma un unico obiettivo: superarsi. Che sia per la famiglia, per dimostrarsi campioni anche in un nuovo sport, oppure solo per non fermarsi davanti ad alcun ostacolo. David ne è la dimostrazione più evidente e ora può alzare le sue stampelle al cielo con orgoglio.