Biathlon: mass start, Wierer oro

Grandissime prove per Dorothea e Dominik che conquistano il titolo iridato a Oestersund

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E' doppietta Italia ai Mondiali di biathlon di Oestersund in Svezia. Dopo l'oro vinto da Dorothea Wierer, è arrivato anche quello di Dominik Windisch: l'azzurro di Brunico ha trionfato con una fantastica rimonta nella mass start maschile. Ma fantastica, poche ore prima, anche la prova di Dorothea che ha conquistato la prima medaglia d'oro iridata femminile facendo sua la 12,5 km mass start. L'argento alla russa Yurlova, bronzo per la tedesca Herrmann.

Per la Wierer, che arrivava da un'indisposizione che l'aveva costretta a rinunciare alla staffetta femminile, si tratta della sesta medaglia mondiale, la terza nella rassegna di Ostersund dopo quelle conquistate nella staffetta mista e nella staffetta singola. Per l'Italia si tratta del terzo oro individuale ai Mondiali dopo Andreas Zingerle (oro nell'individuale del 1993) e Wilfried Pallhuber (oro nella sprint del 1997). Quello della Wierer è il primo titolo iridato al femminile. Ora in classifica generale Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer sono a pari punti: 852 a 852 contro i 753 di Marte Olsbu Roeiseland, oggi settima.

L'Italia non vinceva una medaglia d'oro ai Mondiali di biathlon da 22 anni, ne conquista due nello stesso giorno. Se il primo titolo iridato della carriera di Dorothea Wierer era un premio alla stagione della consacrazione di un'atleta già fortissima, quello che poche ore dopo fa Dominik Windisch era del tutto impronosticabile. Alla vigilia, ma soprattutto dopo tre quarti gara. Windisch, che non era neppure certo di partecipare alla mass start prima dei Mondiali e ha dovuto racimolare altri punti preziosi per entrare nei primi trenta, si e' presentato al quarto e ultimo poligono in undicesima posizione, con 54"3 di ritardo dal russo Garanichev e praticamente lo stesso distacco da sua maestera' Johannes Boe, dominatore della stagione. Ci voleva un miracolo per arrivare alla medaglia, e' arrivato addirittura il trionfo, perche' dopo un errore in ciascuna serie, Windisch ha trovato lo zero nell'ultima serie in piedi, mentre Boe mancava cinque bersagli su cinque e anche tutti gli altri sbagliavano a ripetizione.

Nonostante il vento l'azzurro non ha sbagliato un solo colpo. L'impresa di Windisch restera' per sempre nella storia del biathlon: mai salito sul podio in Coppa del mondo, l'altoatesino qui ha vinto addirittura la medaglia d'oro, chiudendo con 22"8 sul francese Antoni Guigonnat, che sembrava fuori gara dopo gli errori al primo poligono ed e' andato a vincere la medaglia d'argento, e 23"3 sull'austriaco Julian Eberhard, medaglia di bronzo. Johannes Boe, con sette errori, e' finito addirittura 13°, peggior risultato stagionale. Stesso numero di errori per Lukas Hofer, che pure aveva cominciato benissimo, con lo sero alla prima serie, e si era presentato di fianco a Boe al secondo poligono, dove ha mancato due bersagli. Poi alla prima serie in piedi ha sbagliato quattro volte e la sua lotta per le medaglia e' finita li', con il 17° posto che gli consente comunque di portare a casa dei punti utili per la classifica generale, dove perde la top ten, ma potra' riconquistarla la settimana prossima a Oslo, nella tappa conclusiva. L'oro di Windisch carichera' anche lui. 

"Sono felicissima di essere riuscita a vincere il mio primo titolo mondiale, anche perché di solito i grandi appuntamenti non sono il mio forte". Dorothea Wierer è il ritratto della felicità dopo l'oro iridato nella mass start. "Sono molto contenta di aver trovato tre zeri consecutivi visto che ho avuto molti problemi al tiro in questi Mondiali, peccato per i due errori all'ultimo poligono che mi hanno costretta a soffrire un po' di più nell'ultimo giro - ha dichiarato l'altoatesina - Quest'oro forse arriva anche perché non avevo aspettative dopo la congestione allo stomaco che mi ha impedito di partire nella staffetta, mi dispiace molto per le ragazze perché avremmo potuto fare davvero bene e questa medaglia la dedico a loro, perché la meritano anche loro. Dopo i due errori al poligono non ero sicura di uscire ancora prima dai giri di penalità - ha proseguito - Sapevo di avere un margine di trenta secondi al quarto poligono, quando mi hanno detto che avevo ancora dieci secondi di vantaggio, sapevo che la Yurlova non è un fulmine sugli sci e che potevo farcela, anche se non ero sicurissima perché oggi non ero al meglio sugli sci. Ma sono davvero soddisfatta di me stessa".

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