atletica

Sawe, l’uomo dei miracoli: sotto le 2 ore a Londra con le scarpe-proiettile da 97 grammi

Il keniano ha riscritto il limite sui 42 km grazie a un segreto italiano ai piedi e ai consigli del suo coach, Claudio Berardelli

28 Apr 2026 - 12:58
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La storia dell’atletica è cambiata per sempre con questo tempo: 1:59’30’’. Sabastian Sawe alla maratona di Londra è stato il primo uomo ad abbattere ufficialmente la barriera delle due ore nella competizione, trascinando con sé l’etiope Kejelcha (arrivato 11 secondi dopo) in un finale storico per il mondo dell'atletica.

Ma se le gambe sono quelle di un fenomeno, ai piedi c’era qualcosa che somiglia più al motore di una macchina di Formula 1 che a una calzatura: un gioiello che ha permesso non solo a Sawe, ma anche a Tigst Assefa di riscrivere il primato mondiale femminile (2:15’41’’). Le adidas Adizero Adios Pro Evo 3 sono un concentrato di tecnologia in soli 97 grammi, create dal team guidato dall’italiano Patrick Nava, rendendole le scarpe da corsa più leggere al mondo.

Dietro l’esplosione di Sawe c'è anche la mano di Claudio Berardelli, il tecnico bresciano che da oltre vent'anni vive in Kenya. Un sodalizio nato nel 2021 e culminato con il successo della maratona di Londra. "In allenamento abbiamo spinto ancor più del solito", ha raccontato Berardelli in un'intervista a La Gazzetta dello Sport, svelando i carichi di lavoro indirizzati al keniota: “Per chilometri, nelle ultime sei settimane dai 200 in su con una punta di 241". Numeri che spiegano come Sawe sia riuscito a correre gli ultimi due chilometri a una media di 2’40’’ al km. 

Berardelli descrive Sawa come un atleta dall’umiltà fuori dal comune, ogni due weekend torna a casa per occuparsi della famiglia e delle sue 70 capre: "Ha amato tanto la nonna che l’ha cresciuto. Domenica, nel ricordarla, ha pianto". "Fisiologicamente è unico, ma in lui c’è qualcosa di spirituale che non comprendo del tutto” confessa il coach. "Le scarpe, gli integratori, le metodologie di lavoro, lo staff che lo circonda: ha le condizioni migliori. Ma non bastano per spiegare quel che fa. Domenica ha corso gli ultimi 2195 metri in 5’51”. Fa 2’40” al km, roba da pista. E ha altri margini, considerando che l'1h58'' non è lontano".