INDYCAR, PIANI PER IL FUTURO

Roger Penske: "Abbiamo avviato discussioni con la Ferrari per il 2022"

Il campionato Indycar 2020 è appena scattato, ma il focus di Roger Penske è sulla possibilità di avere la Ferrari al via nel 2022

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“Forse ne avete sentito parlare: abbiamo avviato discussioni con la Ferrari. Potrebbero essere interessati ad entrare nel nostro campionato, magari nel 2022, con l'introduzione del nuovo regolamento tecnico e molte novità a livello di motore. Sarebbe ottimo poter avere un terzo Costruttore al via.” La stagione Indycar è appena iniziata ma il suo nuovo boss Roger Penske sta già pensando a come assicurare un futuro luminoso alla sua creatura.

Ha acquistato lo scorso autunno l'Indianapolis Motor Speedway e la sua 500 Miglia. Ha rilevato la Indycar e continua a guidarne la squadra più ricca di successo e tradizione. Ma non gli basta. Ora Roger Penske - di lui stiamo parlando - vuole anche ... la Ferrari. "The Captain" infatti guarda sempre avanti, anche adesso che si trova a dover gestire, pochi mesi dopo averlo acquistato appunto, un campionato iniziato (con il successo di Scott Dixon in Texas davanti ai suoi piloti Simon Pagenaud e Joesef Newgarden) con tre mesi di ritardo sul programma originale. A causa della pandemia, naturamente, che ha pure provocato il rinvio della Indy 500 alla quarta domenica d'agosto.

Un presente incerto, quindi, ma grande capacità di reazione, una serie in grado di ripartire un mese prima del Mondiale di Formula Uno e, soprattutto, piani già ben delineati per il futuro della Indycar. Nella quale l'83enne Roger Penske vorrebbe ora coinvolgere la Ferrari, come da lui appunto recentemente dichiarato. Se ne parla da un mese circa, Da quando prima la discussione intorno al Budget Cap 2021-2025 e poi l'approvazione del piano quinquennale del tetto di spesa per  Formula Uno, ha costretto le Case impegnate nel Mondiale a progettare le contromosse e (come nel caso della Ferrari) a prendere in considerazione programmi alternativi, allo scopo di salvaguardare i propri investimenti ed il proprio personale a rischio esubero. La Indycar ed in particolare la 500 Miglia di Indianapolis potrebbero rappresentare una possibile soluzione: per prestigio, tradizione e ritorno d'immagine, pensando al valore del marchio del Cavallino Rampante nel mercato nordamericano. Certo, il contenuto tecnologico della Indycar Series non è nemmeno lontanamente paragonabile a quello della Formula Uno, trattandosi di un campionato che utilizza un unico telaio, con due motorizzazioni possibili: Honda e Chevrolet. Alla Ferrari però un futuro impegno nella specialità offre la chance di una nuova sfida (l'ultimo motorista a confrontarsi- brevemente e senza successo - con Honda e Chevrolet è stata la Lotus nel 2012) e l'opportunità di mettere a frutto sulle piste nordamericane la tecnologia ibrida alla quale la Indycar sta per convertirsi. A partire appunto dal 2022, stagione dalla quale (con un piano di aggiornamento graduale, spalmato su sei stagioni) verrà introdotto il nuovo modello Dallara che prenderà il posto di quello introdotto nel 2012 e poi a sua volta successivamente aggiornato.

Insomma, un panorama dinamico, in continua evoluzione. Nel quale, in ottica Ferrari, a fare la differenza potrebbe contribuire la presenza, alla guida della Indycar, di un personaggio come Roger Penske, garanzia di successo e stabilità. E, tra l'altro, legato a Maranello dal proprio passato agonistico come pilota e team manager (con i prototipi), oltre che collezionista delle Rosse di Maranello più prestigiose ed esclusive.

 

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