Pirovano, addio al Re di Monza

Piccolo grande uomo, il ricordo del nostro Alberto Porta

di ALBERTO PORTA

Pirovano, addio al Re di Monza

L'ultimo incontro con Piro, il 6 febbraio, un sabato sera, al Moto Splash di Milano. Era la sua festa di compleanno, eravamo in tanti, piloti, giornalisti, tecnici, appassionati. La maggior parte di noi pensava che sarebbe probabilmente stata l'ultima volta. Non lui. Scavato, smunto, ma con lo sguardo da griglia di partenza e non da fatale arrivo. Gli occhi azzurri, attenti come sempre, brillavano, la felicità di quel ritrovo non poteva essere velata dal pensare quotidiano degli ultimi tempi: ospedale, esami, chemio.

I dottori che lo hanno avuto in cura raccontano di un paziente fuori dagli schemi. Combattivo, ostinato ottimista. Nel breve a tu per tu con Fabrizio nella bolgia della serata, poche parole, convinte: "Non va male, sto un po' male subito dopo le chemio, ma poi mi riprendo. Vedrai che questo cancro lo batto".

Lo aveva fatto tante volte con gli avversari in pista, a partire dagli inizi nel motocross, sport nel quale sarebbe diventato, ne sono sicuro, un grande campione. Un ginocchio disastrato ed il caso lo portarono in pista, a Monza, dietro casa, quell'asfalto di cui sarebbe diventato il re. Le imprese sportive le lascio volentieri a chi se ne vuole occupare, ricordo solo il titolo mondiale Superbike sfiorato nel 1988, prima edizione, e quello Supersport conquistato 10 anni dopo. Di Fabrizio vorrei che rimanesse ben impresso in tutti i ricordo di un piccolo grande uomo senza compromessi, pane al pane, vino al vino. Duro? Sì, ma solo con gli ipocriti, i falsi. Con il suo talento, la sua genuinità, se lo poteva permettere. Un abbraccio Piro, il motociclismo perde un altro pezzo pregiato, ma tu, anche sei hai perso questa gara, resterai sempre un vincente.

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