"Abbiamo avuto il Covid, Berrettini che si ritira dopo un match, Musetti che si qualifica all'ultimo game e ora la rinuncia di Sinner: direi che in questi anni le Atp Finals di Torino non si sono fatte mancare nulla". Così Angelo Binaghi, presidente della Fitp, nel corso di un'intervista alla Stampa dopo che Jannik Sinner ha annunciato la conclusione della stagione in corso a causa di un problema al ginocchio destro. "Lunedì pomeriggio mi avevano chiesto conto dei rumours sullo stop di Sinner come se io sapessi già qualcosa. Falso. Sono stato avvertito da Alex Vittur, uomo ombra di Jan, ieri mattina - racconta - Se me l'aspettavo? No, coltivavo un ottimismo anche figlio dell'ultimo contatto di quindici giorni fa proprio con Vittur, ma con la rinuncia a Shanghai è suonato più di un campanello. Che idea mi sono fatto? Che il bene più importante sono le sue condizioni e il suo futuro, Jannik ha 25 anni e può durarne altri 10. È una Formula uno, ogni volta che va in campo vince o ci arriva molto vicino. Non può vivacchiare".
Binaghi ricorda che lo stop "non è frutto di un trauma o di una rottura, ma un'infiammazione difficile da gestire. Ergo, bisogna aver pazienza e andarci molto cauti. Se lo staff di Sinner avrebbe dovuto comunicare meglio sulle sue condizioni fisiche? Sapere di più, ai fini della salute di Jannik, sarebbe stato totalmente ininfluente. Conta che venga curato nel migliore dei modi e che sappia come in caso di bisogno la federazione sia pronta a correre. Proprio come nei giorni scorsi" quando "ci ha chiesto la disponibilità della macchina laser che era nella dotazione del professor Parra". Nel 2024 Binaghi era accanto a Sinner quando annunciò la rinuncia agli Internazionali di Roma per i problemi all'anca. "Peggio allora o ieri mattina? Più traumatizzante allora - risponde il presidente della Fitp - In quell'anno c'era un'attesa spasmodica per la sua presenza, dal 1976 Panatta nessun italiano aveva più trionfato al Foro Italico e lui arrivava sospinto dai pronostici. Adesso ha vinto gli Internazionali, due volte di fila Wimbledon, cinque Master 1000 di fila e due volte consecutive le Finals. Fa male, la sua assenza a Torino è dolorosa, però il momento è diverso". L'assenza di Sinner potrebbe pesare sulle Finals di Torino, al via il 15 novembre. "Facciamo gli scongiuri, ma ci saranno Cobolli e in doppio Bolelli-Vavassori - afferma Binaghi - Se me l'avessero detto all'inizio di questa avventura non ci avrei mai creduto. Le Finals sono uno spettacolo ormai consolidato anche a Torino, più forte anche dell'assenza del suo protagonista principale. Come Wimbledon, per fare l'esempio più eclatante".