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Norvegia, Favola Ostigard: il sacrificio mondiale vale il primo gol ‘italiano’

Il difensore del Genoa a breve sarà papà, ma non riuscirà a vedere la nascita del figlio: il fato lo ha ricompensato con il primo gol griffato Serie A

17 Giu 2026 - 10:12
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Ci sono volute ben 18 partite, un’eternità calcistica, ma alla fine il Mondiale 2026 ha finalmente "parlato italiano". Mentre a Genova la città dormiva profondamente, dall'altra parte del mondo ci ha pensato il difensore goleador del Genoa, Leo Ostigard, a rompere un tabù imbarazzante per la Serie A, iscrivendo il nostro campionato nel tabellino dei marcatori della rassegna iridata.

Fino al suo gol, il bilancio per il calcio italiano era impietoso: zero reti nei primi diciassette match, a fronte dei 13 gol della Premier League, gli 8 della Bundesliga e i 3 della Ligue 1. Perfino 18 campionati minori avevano segnato prima della Serie A, specchio di un divario di valori ormai evidente. Un digiuno che fa eco all'assenza della nostra Nazionale, ferma alla notte del 15 giugno 2014 a Manaus, quando Mario Balotelli segnò l'ultimo gol italiano in un Mondiale contro l'Inghilterra. Da allora, dodici anni di attesa umiliante. A ricordare al mondo che la Serie A esiste ancora è stato un difensore norvegese.

Un impatto devastante in tre minuti

 L'esordio della Norvegia contro l'Iraq si è chiuso sul 4-1 (con la solita doppietta del ciclone Erling Haaland), ma la partita l'ha chiusa il centrale rossoblù. Entrato dalla panchina al minuto 73' per blindare il risultato mentre l'Iraq premeva per il pareggio, a Ostigard sono bastati appena tre minuti per lasciare il segno. Al 76', sugli sviluppi di un corner battuto da Odegaard, il difensore è svettato con prepotenza e fisicità, anticipando tutti e insaccando il gol del momentaneo 3-1.

Per il classe 1999 si tratta della seconda rete in 39 presenze con la Nazionale (la prima fu nel 2022 contro l'Irlanda), ma a Genova conoscono il suo vizietto: nell'ultima stagione, sotto la guida di Daniele De Rossi, ha segnato infatti ben 5 gol con la maglia del Grifone (15 totali in carriera).

Dalle lacrime di Netflix alla gioia per "Aurora"

 Dietro l'incornata vincente di Ostigard si nasconde una vera e propria favola personale e sportiva perché il difensore, che in Italia ha anche vinto uno scudetto con il Napoli di Spalletti, portava sulle spalle un macigno pesantissimo. Nel documentario ufficiale sulla Norvegia rilasciato da Netflix, aveva infatti confessato di aver pianto a dirotto dopo un match contro la Scozia, in cui una sua sfortunata autorete costò la qualificazione all'Europeo 2024. Sentiva tutto il peso del fallimento per una nazione che non partecipava a un grande torneo dal 1998, prima ancora che lui nascesse.

Alla prima occasione utile, nel palcoscenico più importante, ha scacciato i fantasmi. E dopo il gol, l'esultanza è stata tutta per la vita privata: le dita a formare una "A" per Aurora, la compagna e futura moglie che tra pochissimi giorni lo renderà papà per la prima volta: "Mi stanno accadendo due delle cose più importanti della vita, tutte insieme. Arrivo a questo Mondiale pronto, il Genoa mi ha dimostrato di aver avuto bisogno di me e sono felice. Forse vedrò nascere mio figlio su FaceTime e non so come sarà, dovrò spiegargli un giorno perché papà non c'era. Ma andrà tutto bene, la vita è così".

Il piano voli e gli allenamenti serrati renderanno quasi impossibile la sua presenza al parto, ma Ostigard ha scelto il modo più bello per farsi perdonare: regalare al suo futuro primogenito un gol nella storia dei Mondiali.