Mondiali 2026

Da "leader mancato" a "trascinatore": i numeri di Messi lo fanno sempre più leggenda

Nel 2016 aveva annunciato il ritiro dall'Argentina, ora è a un passo dalla seconda Coppa del Mondo 

di Riccardo Panzeri
16 Lug 2026 - 11:52
SeguiLogo SportMediasetsuSeguici su
videovideo

Pensare che domenica sera sarà l'ultimo ballo di Lionel Messi viene già un po' di malinconia. Sono passati quasi 21 anni da quel 17 agosto 2005, giorno in cui la pulga fa il suo esordio con l'Argentina, dando il via a una storia d'amore ricchissima di soddisfazioni ma che in qualche occasione gli ha regalato anche delle delusioni. 

La "pausa" di dieci anni fa

 La mente va subito al 2016 e a quella maledetta finale di Coppa America contro il Cile, persa alla lotteria degli undici metri e con un rigore sbagliato dallo stesso Leo. "La decisione è presa. Ho fatto di tutto per cercare di vincere qualcosa, ma non ce l'ho fatta. La mia esperienza con la Seleccion è finita", dichiara Messi nel post partita, scatenando moltissime polemiche tra i tifosi argentini. I social vengono invasi dai continui paragoni con Maradona e in molti sostengono che "Diego non avrebbe mai abbandonato la nazionale, resta il più grande uomo-squadra mai visto sui campi di calcio". Il "ritiro" della Pulce dura poco e Messi qualche mese dopo torna sui suoi passi, convinto anche dal Pibe de Oro: "Leo deve restare in nazionale. È stato lasciato solo. Io non voglio lasciarlo solo". 

Il turning point

 Due anni più tardi, l'eliminazione al Mondiale in Russia cambia per sempre la storia tra Messi e l'Argentina: la Pulce inizia a rispondere sul campo a chi lo accusa di non essere un leader e nel 2021 porta la sua nazionale alla vittoria della Coppa America, interrompendo un digiuno che durava dal 1993. Nel 2022, infine, il successo che lo consacra definitivamente: l'Albiceleste di Scaloni è campione del mondo e Leo diventa l'eroe di un intero popolo, per qualcuno anche il giocatore più forte di tutti i tempi. Oggi Messi non vuole smettere di incantare e il Mondiale che sta giocando da un mese a questa parte ne è la prova più grande. Nella vittoria di ieri in semifinale contro l'Inghilterra, il classe '87 ha macinato altri record e tra qualche giorno proverà anche a superare Maradona, una sola volta campione del mondo nel 1986.

Le cifre del 2026

 A 39 anni, i numeri collezionati nel mondiale americano sono impressionanti, se letti anche alla luce delle dichiarazioni di ieri sera: "Ho lasciato la mia decisione in sospeso fino all'ultimo. Da un anno mi preparo solo con questo obiettivo: nell'ultima Copa America non ero al meglio e ho faticato. Questa volta ho lavorato duramente per essere al top e alla fine ce l'ho fatta. Forse era destino: le cose accadono per una ragione". La stella dell'Inter Miami ha messo a segno 8 gol e 4 assist, finendo a tabellino in tutte le partite della competizione. Come se ciò non bastasse, Messi è protagonista di una striscia straordinaria: tra club e nazionale, sono 13 match consecutivi che mette a segno una rete oppure un assist per i propri compagni. Manca pochissimo per eguagliare il suo record personale di 14 risalente al 2011. Ma non finisce qua. Mercoledì contro gli inglesi la pulga ha completato 9 dribbling e fornito 2 assist: secondo i dati disponibili (dal 1966) è il primo giocatore a riuscirci in una singola partita a eliminazione diretta della Coppa del Mondo. Messi guida anche la classifica cannonieri all time del Mondiale con 21 gol e proverà a staccare Mbappé a quota 20, mettendo al sicuro anche questo primato per almeno quattro anni. 

Insomma, domenica Messi può scrivere l'ultimo meraviglioso capitolo della sua storia con l'Argentina ma, comunque finirà, è già leggenda. E pensare che dieci anni fa voleva lasciare... 

Mondiale, Inghilterra-Argentina: gli scatti della partita

1 di 18
© Getty Images
© Getty Images
© Getty Images

© Getty Images

© Getty Images