Mondiali 2026

Brasile, serve vincere: contro Haiti Ancelotti ritrova Neymar e prepara la rivoluzione

Il tecnico italiano, criticato per la prestazione nel primo tempo contro il Marocco, ha già in mente variazioni nella formazione base dei verdeoro

18 Giu 2026 - 07:05
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Carlo Ancelotti, in vista del match contro Haiti, mischia le carte del Brasile: i verdeoro sono stati autori di un primo tempo tremebondo contro il Marocco, salvo salire di tono nel secondo. Tuttavia, non è bastato per vincere. Contro i caraibici la Seleçao avrà una sola missione: i tre punti, per non complicare il percorso Mondiale. Se un motivo per sorridere davvero Carletto ce l'ha è il ritorno di Neymar in gruppo: il miglior marcatore della storia del Brasile rappresenta un plus mentale preziosissimo per tutta la squadra, e il solo vederlo in campo avrebbe per gli avversari un effetto genera-ansia non da poco. In quanto alla coesistenza tattica con Vini e Raphinha, Ancelotti ha l'esperienza necessaria per gestirli.

Chi esce, chi entra

 La difesa è stata immediatamente messa sul banco degli imputati: del tutto insufficiente la prestazione di Roger Ibañez, che di mestiere fa il difensore centrale ed ha giocato contro il Marocco da terzino destro. Al 45' Carletto e il suo staff lo hanno fatto gentilmente accomodare in panchina, dentro Danilo. Per essere chiari, non è che Danilo abbia fornito una prestazione da novello Djalma Santos, ma perlomeno ha tenuto la posizione ed è sembrato a proprio agio con il pallone in gestione. I due centrali, Marquinhos e Gabriel, si sono letteralmente addormentati sul gol di Saibari facendo lo stesso movimento invece di coprire uno la profondità e l'altro uscire in pressione, ma sono due fenomeni e sono intoccabili, e hanno solo bisogno di tempo per trovare la sintonia. A sinistra, invece, Douglas Santos è stato dignitoso e attento, considerando che la sua partita doveva limitarsi semplicemente a coprire i mancati rientri difensivi di Vinicius. Verrà confermato.

Casemiro è l'altra vera nota dolente a centrocampo: è apparso in grande difficoltà fisica, i media brasiliani non gli hanno risparmiato critiche per le disattenzioni tattiche e il poco filtro fornito. L'ex Real Madrid è un fedelissimo di Ancelotti, ma è oggettivamente vero che sia Danilo Santos sia Fabinho pur non facendo qualcosa di stellare hanno fatto meglio. Bruno Guimaraes, invece, è intoccabile. Da giocatore universale quale è ha messo in campo una prestazione fisica e di qualità, ciò che ci si aspetta da lui. Probabilmente avrebbe sognato di giocare questo Mondiale in coppia con Joelinton, suo compagno di reparto al Newcastle, ma gli infortuni e le scelte di Ancelotti hanno impedito accadesse. Starà fuori, probabilmente, anche Paqueta: pur avendo qualità, è risultato pasticcione e poco concreto oltre che in una posizione poco adatta a lui cioè l'esterno destro.

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Dilemma modulo e punta

 Igor Thiago, encomiabile per abnegazione e sacrificio, si siederà comodamente in panchina contro Haiti: vederlo vagare spaesato sbagliando ogni pallone contro il Marocco ha riportato alla mente di tutti il fantasma di Fred che giocò titolare i Mondiali 2014. Per questo Ancelotti sta già valutando l'inserimento nel ruolo di Endrick, richiesto a gran voce da più o meno chiunque. Non è una punta fisica, ma ha nel sangue il talento tipico di chi sa accendere la torcida. Non da escludere comunque anche un passaggio al 4-3-3 con Neymar punta, Vinicius a sinistra, e Raphinha a destra (il suo vero ruolo, dove non gioca a Barcellona per la presenza di Yamal) per consentire al centrocampo di essere più coperto. Il match contro i caraibici, un avversario non insormontabile, potrebbe essere utile ai verdeoro per trovare distanze, misure e geometrie in vista di partite più difficili. A Carlo Ancelotti e il suo staff il compito di aggiustare quanto non ha funzionato perché il Mondiale non perdona, figuriamoci il Mondiale con addosso la maglia più pesante del mondo del calcio.