Mondiali 2026

Ahi Spagna, com'è dura la vita senza Lamine e Nico: contro Capo Verde emersi tutti i limiti della Roja

Gli iberici all'esordio nel Mondiale contro i coraggiosi capoverdiani non trovano la via del gol e creano poco

15 Giu 2026 - 21:51
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Partiamo da un presupposto: il pareggio 0-0 della Spagna contro Capo Verde è un risultato del tutto veritiero. Non è stata una di quelle partite in cui una squadra attacca, crea tantissimo e alla fine non ottiene nulla. I Campioni d'Europa in carica, infatti, pur avendo chiuso con 27 tiri totali hanno creato solo due grandi occasioni dando l'idea di essere la Spagna dei giorni peggiori, quella del possesso palla infinito, del giro palla-flipper senza mai incidere. In altre parole, lontanissima dalla nazionale concreta, quella che ha dominato Euro2024 con assalti continui, cattiveria, dribbling e sfacciataggine. 

Va detto che molto del gioco di De La Fuente si basa sul gioco palla a terra per innescare gli esterni, cioè Yamal e Nico Williams, e oggi entrambi al 1' minuto erano seduti sulle panchine della Mercedes Benz Arena di Atlanta, reduci da infortuni. Quindi una attenuante si può anche trovare, tuttavia il resto della rosa degli spagnoli è di un livello tale che ciò non basta per giustificare l'apatia offensiva che ha caratterizzato il match. Yamal e Nico poi sono entrati verso il finale di match, ma la partita era ormai sfilata via e la convinzione di Capo Verde nel cercare una impresa leggendaria era diventata un muro invalicabile. 

Le critiche alla Spagna

 I giornali spagnoli, prevedibilmente, stanno criticando ferocemente la nazionale e la prestazione: Marca parla espressamente di disastro. Le maggiori contestazioni sono legate alle scelte di formazione, ma anche al fatto che la Spagna si sia presentata spuntata all'esordio. Oyarzabal è un ottimo giocatore, ma è una punta di movimento, non un centravanti vero e proprio. E contro i colossi capoverdiani, forgiati da muscoli e coraggio, semplicemente non basta. Il mancato utilizzo di Borja Iglesias, vero puntero fisico e d'area a disposizione, è sul banco degli imputati. I numerosi cross messi in area sono stati perlopiù velleitari, senza un target, senza la possibilità di battere a rete di testa o duellare fisicamente con i difensori. Criticato molto anche il mancato impiego di Victor Muñoz, che in assenza dei Golden Boys Lamine e Nico avrebbe potuto garantire spunto palla al piede e dribbling. De La Fuente ha fatto altre scelte, che non hanno pagato. Per la Roja, ora, è il momento di ripartire: domenica alle 18.00 sarà il turno di sfidare l'Arabia Saudita, e sarà vietato sbagliare per non compromettere un Mondiale che vede la Spagna ancora come una delle assolute favorite.