Il miracolo di Capo Verde: primo punto all'esordio in un Mondiale. Vozinha eroe
Fermati i campioni d'Europa della Spagna al debutto assoluto in un Mondiale. Decisivo il portiere, protagonista con 7 parate in una serata destinata a entrare nella leggenda.
Una partita di applicazione e sacrificio. Così, minuto dopo minuto, ha preso forma il miracolo di Capo Verde, riuscito a bloccare la Spagna sullo 0-0 alla prima apparizione della storia in un Mondiale. Chi si aspettava un'altra goleada come quella della Germania su Curacao è rimasto deluso: Bubista e i suoi sono scesi in campo per riempire di gioia e orgoglio i cuori dei circa 500mila abitanti, meno di Genova, del Paese dell'Africa occidentale che, soltanto 61 anni fa, conquistava l'indipendenza sul Portogallo.
"Vogliamo competere e farci conoscere: sappiamo quanto sia forte la Spagna ma credo che sarà una partita combattuta", aveva detto il ct alla vigilia della gara contro i campioni d'Europa in carica. Più in generale l'obiettivo per questa Coppa del Mondo era chiaro fin dall'inizio: "Vogliamo giocare queste tre partite con coraggio e determinazione: è importante per noi, perché dimostra al mondo chi siamo come squadra, ma soprattutto come nazione". E il messaggio è arrivato forte e chiaro.
Vozinha, l'eroe
Un orgoglio e uno spirito combattivo che ha incarnato in campo Josimar José Évora Dias, meglio noto come Vozinha, soprannome che, in portoghese significa 'vecchietta'. "Lo devo ai miei nonni", spiega l'eroe di Capo Verde, che poi aggiunge. "Non ho mai vissuto molto con i miei genitori. Quando sono nato, mio padre era nell'esercito e mia madre ha sempre dovuto lavorare per mantenersi. Quindi sono cresciuto con i miei nonni".
Poi il ragazzo di Mindelo, città portuale dell'isoletta di São Vicente, racconta di quando era bambino e di come il calcio di strada l'abbia formato nel corpo, nello spirito e nel nomignolo: "Nel mio quartiere, i ragazzi erano molto più grandi e io giocavo sempre per strada, prendendo un sacco di botte. Ero molto bravo con i piedi, ero competitivo e ribelle, non mi piaceva perdere. Prendevo un sacco di botte e, quando non riuscivo a vendicarmi, tornavo a casa arrabbiato, con la faccia imbronciata, e loro mi prendevano in giro, dicendo che sarei andato a lamentarmi con mia nonna…". Una rabbia e una voglia di arrivare che, negli anni, il portiere classe '86 non ha mai perso: contro la Spagna è stato protagonista assoluto con 7 parate per un totale di 1,45 gol attesi sventati.