Juventus: Sassuolo, Cuadrado e Zaza, le tappe scudetto

Cavalcata bianconera: dalla sfuriata di Buffon al Mapei Stadium al gol decisivo della punta contro il Napoli

di MAX CRISTINA

Ottobre 2015: crisi Juventus, mercato deludente, Allegri a rischio, ciclo finito. Nove mesi dopo, invece, i bianconeri stanno festeggiando il parto del quinto scudetto consecutivo, figlio di una rimonta da record iniziata dando dieci giornate di vantaggio a tutti gli avversari. Il tempo di assestarsi dopo una minirivoluzione estiva e macinare gioco, record, successi. Un modo nuovo, ma comunque esaltante, di vincere. L'unica cosa che conta da quelle parti.

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Dopo uno scudetto vinto contro il Milan di Ibrahimovic e Thiago Silva, un altro paio dominati con tanto di record di punti in Serie A sotto l'ala protettiva di Conte e il cambio della guardia con Allegri e annesso Triplete sfiorato a Berlino, la Juventus versione 2015-16, senza Pirlo, Tevez e Vidal ma con Dybala, Khedira e Cuadrado in più, ha saputo stupire tutti pur continuando a fare quello che da un lustro gli riesce sempre: vincere. Un modo nuovo, trionfante e che parte da lontano, da un inizio shock in termini di risultati che altro non ha fatto che aumentare i rimpianti delle avversarie, mai in grado di dare il colpo di grazia alla zebra ferita. Il cammino del tricolore numero 32 ha visto tappe fondamentali nella sottile linea che separa il baratro del fallimento alla luce della gloria.

Dopo la Supercoppa italiana vinta battendo la Lazio in estate, i primi due mesi abbondanti di campionato sono stati un gentile omaggio che la Juventus ha concesso a Roma, Napoli e per un certo periodo di tempo Fiorentina e Inter. La sconfitta interna all'esordio contro l'Udinese bissata a Roma contro i giallorossi la settimana successiva hanno stupito, ma sono stati i pareggi interni con Chievo e Frosinone che hanno fatto scattare l'allarme reso assordante dalla sconfitta di Napoli sotto i colpi di Higuain. Il primo vero colpo dal ko è spettato ai lanciatissimi nerazzurri di Mancini. Fallito, a San Siro finisce 0-0 e la Juve barcolla ma non molla. Si parla di Allegri in bilico nonostante i buoni risultati in Champions, ma è contro il Sassuolo - sconfitta 1-0 gol di Sansone - che lo spogliatoio capitanato non solo di facciata da Buffon alza la voce contro i giovani e i nuovi arrivati. Apriti cielo, cambia la stagione proprio mentre tutti preparano il funerale alla Vecchia Signora.

L'episodio fortunato, nel calcio ci vuole anche quella, arriva nel derby contro il Torino. Trentuno ottobre duemilaquindici, la svolta. Come nella passata stagione la vittoria nella stracittadina allo Juventus Stadium arriva nel recupero, questa volta con una zampata un po' goffa di Cuadrado che vale il 2-1 e quintalate di serenità in più a Vinovo. Da quella serata di pieno autunno comincia un nuovo campionato per la Juventus,pieno zeppo di soddisfazioni e record. La genesi del quinto tricolore consecutivo. 

Da lì solo vittorie: 17 consecutive in campionato, fermati solo dal Bologna alla vigilia dell'ottavo di Champions col Bayern Monaco. Merita anche da un Buffon storico e una difesa imperforabile che, fino al gol di Belotti su rigore nel derby di ritorno, consegna il 20 marzo 2016 il record di imbattibilità al portiere: 974 minuti. Sul cammino della Juventus cadono tutti, principalmente sotto i colpi di Dybala che da quel torpore pre Sassuolo si è svegliato e alla grande. Cade la Roma allo Stadium, la Fiorentina, crolla l'Inter come tutte le altre.

Ma il gol dello scudetto ha un nome e cognome: Simone Zaza, 13 febbraio, Juventus Stadium. Il sinistro dell'attaccante lucano, deviato da un difensore, decide la sfida con il Napoli firmando l'1-0 finale e il sorpasso in vetta alla classifica. Una freccia che la Juventus non toglierà più con il piede a tavoletta sull'acceleratore, nonostate lo shock di un'eliminazione in Champions rocambolesca dopo un'impresa sfiorata. Da lì in poi il Napoli nella sua stagione migliore e i record di Higuain hanno potuto ammirare solo la targa della fuoriserie di Allegri.

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