Le pagelle dei campioni: Pereyra e Morata gli uomini nuovi

Difesa di ferro e la grande qualità di Pogba e Tevez. Ma Allegri...

di ENZO PALLADINI

Pereyra e Morata, Ipp
BUFFON 8,5 – Stagione praticamente perfetta e senza sbavature, grande risposta a quelli che da tempo lo danno per finito. Decisivo in diverse circostanze sia per interventi da Buffon sia con la sua esperienza nella gestione dello spogliatoio.

STORARI 6,5 – Il secondo ideale, esperto, serio, professionale, senza smanie di protagonismo e sempre pronto quando ci sono stati dei problemi per il titolare.

BONUCCI 8 – Sempre più sicuro di sé, sempre più calato nel ruolo di juventino doc. Ha ridotto al minimo le sue percentuali d’errore, anche quando viene chiamato a lavorare in fase di impostazione o addirittura a trasformarsi in goleador, come è avvenuto contro Roma e Lazio.

CHIELLINI 8 – Il Mondiale poteva lasciarli qualche tossina di troppo, invece il Chiello si è ripresentato al via con la cattiveria agonistica di sempre e con la solita fame di trionfi. La sua fisicità e la sua irruenza rimangono un’arma importante per la squadra.

OGBONNA 6 – Forse quando ha accettato di fare il pericoloso salto dal Toro alla Juve pensava di guadagnarsi più spazio e più fiducia. Si è dovuto accontentare di qualche apparizione e deve capire bene cosa fare in futuro.

CACERES 6 – Ha mantenuto il suo ruolo di jolly difensivo fino a quando la salute glielo ha consentito, poi è stato fermato da un infortunio.

MARRONE SV – Stagione complicata e piena di guai fisici, che gli hanno impedito anche di essere ceduto in prestito a gennaio. Se Conte aveva bloccato la sua cessione, però, un motivo ci deve pur essere.

BARZAGLI 7 – A un certo punto aveva addirittura pensato che era arrivato il momento di smettere con il calcio giocato. Poi la svolta, il grande ritorno e anche la ritrovata consapevolezza delle proprie capacità, che nonostante l’età restano notevoli.

EVRA 7 – Soluzione di comodo scelta l’estate scorsa per il basso costo, magari non ottimale però dignitosissima. La sua storia parlava per lui. Durante la stagione, a parte qualche breve stop per guai fisici, ha dato quello che ci si aspettava da lui.

DE CEGLIE 6 – A gennaio, quando ha capito che aria tirava a Parma, ha accettato di tornare alla casa madre pur sapendo di avere pochissimo spazio a disposizione. Si è messo tranquillamente in coda e ha aspettato le sue occasioni.

LICHTSTEINER 7,5 – Conte gli urlava nelle orecchie tutte le volte che giocava dalla parte della sua panchina, 45’ di cazziatoni continui ogni volta. Con Allegri non è la stessa cosa, qualche richiamo ogni tanto ci sta, ma alla fine lo svizzero si è guadagnato una riconferma e un prolungamento di contratto.

PIRLO 7,5 – Forse è proprio arrivata l’ora di cominciare a considerare l’ipotesi di una sua sostituzione, perché la classe è sempre la stessa, eccelsa, inarrivabile, ma l’età comincia a dare le sue problematiche. La sua personalità resta dominante anche se la condizione atletica non può essere quella di un tempo. Ha pagato un infortunio che ha richiesto un lungo recupero, ma ha firmato diversi momenti top della stagione bianconera.

POGBA 9 – Il suo valore è cresciuto continuamente, partendo da una cifra già elevatissima. Sarà l’ago della bilancia del mercato juventino, potrebbe portare a Torino un centinaio di milioni e la conseguente possibilità di portare in bianconero altri campioni. Peccato per l’infortunio che l’ha bloccato nell’ultima parte della stagione, quando però aveva già dimostrato di essere in continua crescita e di essere ormai uno dei giocatori più interessanti del panorama europeo, con ulteriori margini di miglioramento.

VIDAL 7 – Sulla prima parte della stagione meglio tirare una riga rossa, cancellare tutto. Problemi disciplinari, partite giocate a livelli molti distanti dai suoi standard, rigori sbagliati. Da un certo punto in poi però ha deciso di tornare a essere il vero Re Arturo, ha ritrovato continuità e cattiveria, ha azzannato la fase finale del campionato alla sua maniera.

MARCHISIO 9 – Negli anni passati sembrava che la sua avventura juventina fosse ormai arrivata al capolinea, tra tentazioni inglesi (Manchester United), infortuni e prestazioni condizionate anche dalla concorrenza nel suo ruolo. Quest’anno è stato l’anno della riscossa, è venuto fuori il dna juventino e con esso lo spirito guerriero, il ragazzo del vivaio è tornato a essere indispensabile in un centrocampo che ha saputo fare meraviglie.

ROMULO SV – Preso dal Verona dopo una stagione esaltante, si è arreso presto agli infortuni.

STURARO 7 – Doveva arrivare alla Juve alla fine di questa stagione, poi un bel giorno di gennaio ha saputo che Allegri lo voleva in anticipo. Ha salutato tutti e si è trasferito, da giovane di bottega, a Torino. Non ha assolutamente sofferto il salto e ha sempre risposto bene alle chiamate.

PADOIN 7 – Il suo ruolo non è semplice. Fa la riserva di tutti e come dicono in Brasile “chi gioca in tutti i ruoli non gioca in nessun ruolo”. Allegri l’ha utilizzato in difesa e a centrocampo nei momenti più complicati e quando aveva gli uomini contati.

ASAMOAH 6,5 – Inizio di stagione ai suoi livelli, poi l’infortunio grave che gli ha stroncato la stagione. Resta una risorsa per il futuro, quando sarà stato curato al 100%.

PEREYRA 8,5 – All’inizio della stagione tutti si chiedevano: ma chi glielo ha fatto fare a Marotta di investire tutti quei soldi per questo giocatore? Le prestazioni del Tucumano hanno dato una risposta netta e chiara. Pereyra ha trovato subito la sintonia con Allegri, ha giocato bene sia da mezzala che da trequartista, ruolo che ricopre esattamente come piace al suo allenatore.

PEPE 6,5 – Uno dei giocatori che per un certo periodo hanno preso in considerazione l’idea di lasciare il calcio giocato. Il podista che piaceva tanto a Lippi si trascina guai muscolari gravi da tempo, ma a metà stagione è riuscito a tornare e a ritagliarsi un po’ di spazio.

COMAN 7,5 – Buona la prima, nel senso di un esordio in campionato giocato con un febbrone da cavallo ma benissimo. Poi Allegri l’ha centellinato, buttandolo in campo senza esagerare ma sempre ottenendo risposte positive.

TEVEZ 10 – Una stagione perfetta, la quintessenza del calcio offensivo. Ha cambiato modo di giocare passando da Conte ad Allegri, ma non ha cambiato la sua capacità di essere decisivo in quasi tutte le partite. Insieme a Pogba era e resta il miglior giocatore del campionato italiano e per la Juventus non sarò facile sostituirlo se deciderà di lasciare la serie A per tornare a Buenos Aires a giocare con il suo Boca Juniors.

MORATA 8,5 – Un grande investimento, ma ragionato. Il ragazzo della cantera del Real Madrid ha pagato un po’ l’infortunio iniziale, ma appena è guarito al cento per cento ha dimostrato di essere un attaccante eclettico, capace di fare bene sia la prima che la seconda punta, con una personalità che lascia presupporre una crescita ulteriore nel futuro, ma anche la certezza che al momento di decidere non si lascerà tentare dalla voglia di tornare al Real.

LLORENTE 7 – La prima stagione era stata positiva. Iniziata con qualche difficoltà e continuata ad altissimi livelli, con gol decisivi e assist altrettanto determinanti. Quest’anno non ha mantenuto lo stesso livello, ha perso il posto da titolare a beneficio di Morata, forse sta cominciando a pensare di cambiare aria.

MATRI 6,5 – Allegri ha garantito per lui quando si è trattato di scegliere un attaccante di scorta proprio alla fine del mercato di gennaio. E’ arrivato infortunato, si è curato e alla fine è riuscito anche a dare il suo apporto, pur non essendo mai stato un protagonista assoluto.

ALLEGRI 10 – Facendo il rewind della stagione, è facile tornare indietro per ricordarsi la contestazione di inizio stagione. Invece Max è riuscito a ottimizzare tutto quello che gli hanno messo a disposizione. Ha accettato la sfida, ha mantenuto quello che di buono aveva fatto Conte e ha applicato su questa base qualcosa di suo che ha fatto effetto soprattutto in Europa, ma che ha anche consentito alla squadra di conquistare il quarto scudetto consecutivo in carrozza.

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Palladini

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