"Voglio un'Italia come la mia Juve"

L'attaccante dal ritiro di Coverciano: "Sogno di diventare un simbolo azzurro"

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"Spero di diventare uno dei simboli di questa Nazionale come sono stati in passato i Rossi e i Baggio". E' il sogno di Federico Bernardeschi dal ritiro di Coverciano: "Della mia Juve che ha battuto l'Atletico Madrid vorrei portare in Nazionale la consapevolezza di essere forti, perché lo siamo e ci dobbiamo credere ogni giorno". Sull'eventuale squalifica di Ronaldo: "Sarebbe folle, è stata un'esultanza e alla fine si chiuderà lì".

"Qualcosa questa nazionale l'ha già fatta intravedere - ha proseguito Bernardeschi, che insieme agli altri azzurri sta preparando le prime due partite del girone di qualificazione a Euro 2020, il 23 marzo a Udine contro la Finlandia e il 26 marzo a Parma contro il Liechtenstein - Nelle quattro partite precedenti abbiamo fatto notevoli passi in avanti, mostrando un bel gioco, divertendoci in campo e facendo divertire i tifosi. Dobbiamo ancora prendere l'esperienza che ci manca, ma questa è la strada giusta per affrontare un Europeo nel migliore dei modi. Sul problema del gol: "E' vero ma sono sicuro che alla fine, creando sempre tanto, i gol arriveranno. A questo stiamo lavorando con il mister. Credo che ci siano giocatori oltre la media, tantissimi talenti che però vanno aspettati e non vanno subito giudicati: ai giovani si deve dare il tempo di sbagliare e crescere. Compito di noi più esperti è far sentire meno la pressione della maglia azzurra e dell'esordio contro la Finlandia, pressione che però fa parte del gioco ed è giusto averla anche perché la maglia azzurra è importante". E ancora: "In questa Italia ci sono tanti leader, penso a Chiellini, Bonucci, Sirigu, io credo di essere fra questi. Rispetto al passato ho lavorato tanto sulla testa e sono più consapevole dal punto di vista personale prima ancora che sportivo".

Ancora su Ronaldo e sull'inchiesta Uefa sul suo gestaccio in Juve-Atletico: "E' un campione assoluto e lo ha dimostrato in tutte le parti del mondo, che dire di più? In campo ci dà ogni giorno il suo carisma, standogli a contatto quotidianamente riesci a imparare tante cose. Lo vedo sempre sereno e tranquillo, ma lo siamo tutti e sono sicuro che alla fine andrà bene la sentenza".

Sul primo stop della Juve in campionato a Marassi: "Una sconfitta non fa mai bene però arrivavamo da una partita che dal punto di vista fisico e mentale, quella contro l'Atletico, era stata davvero dispendiosa. Se dovevamo perdere, era proprio quella di Genova la partita per farlo. Ma la Juve non va mai in campo per perdere. Abbiamo spinto tanto in campionato per arrivare ad avere una gestione delle cose che ci permetta di gestirci anche per la Champions. Ora l'obiettivo primario è vincere il campionato, poi penseremo al quarto di finale contro l'Ajax. Ho sempre creduto che sia fondamentale la testa di un giocatore e l'abnegazione al lavoro. Abbiamo fatto e scritto un pezzo di storia contro l'Atletico dimostrando il valore della Juve. Voglio sempre di più da me stesso e spero di prendermi ancora tante soddisfazioni in carriera. Questo momento è per me un punto di partenza. Mi ha fatto tanto piacere titolare contro l'Atletico in una gara così importante. La fiducia del mister mi ha fatto molto piacere".

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