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Ghebresiassie, un 19enne re di New York

L'eritreo Ghirmay Ghebresiassie e la keniota Mary Keitany hanno vinto la maratona di New York edizione 2016. Il 19enne eritreo, oro sulla distanza ai mondiali di Pechino dello scorso anno, è diventato così il più giovane vincitore della maratona della Grande Mela. Record che apparteneva ad Alberto Salazar, 22 enne quando vinse nel 1980. Per lui il tempo di 2h07' 51". Al secondo posto si è classificato il keniano Lucas Rotich, terzo l'americano Abdi Abdirahman. In campo femminile terza vittoria consecutiva per la 34enne del Kenya Mary Keitany, correndo in 2 ore 24' 26". Al secondo posto l'altra keniana Joyce Chepkirui, staccata di quasi 4 minuti. Al terzo posto l'americana Molly Huddle, al debutto nella maratona dopo aver preso parte ai Giochi di Rio nella gara dei 10.000 metri.

06 Nov 2016 - 21:35
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Speciale

Il gesto di Lilesa per il popolo Oromo

Il pugno nero di Tommie Smith a Città del Messico 1968. E ora le braccia incrociate, stile manette, alla Mourinho. Feysa Lilesa, etiope medaglia d'argento nella maratona, non potrà tornare in patria: quel gesto mostrato a tutto il mondo sul traguardo del Sambodromo gli costerà caro. "Se torno in patria mi uccidono. O mi mettono in galera".Perché le manette di Lilesa, ripetute e reiterate, avevano un forte, fortissimo, valore simbolico. Era uno gesto di protesta nei confronti del governo dell'Etiopia, colpevole di bersagliare la popolazione Omoro, un gruppo etnico che vive al confine con il Kenya: "Ci ammazzano, ci mettono in prigione. Le persone spariscono: molti membri della mia famiglia non ci sono più, compreso mio padre", ha spiegato Lilesa.Il gesto delle braccia a X è quello usato dalla popolazione Oromo nelle proteste contro le forze dell'ordine. Scontri violenti: secondo Amnesty International 67 persone sono state uccise in quella regione nell'ultimo periodo."Non posso tornare in Etiopia", ha spiegato Lilesa. "Resto qui in Brasile e cercherò di ottenere un visto per volare in America". Arrivato come atleta dell'Etiopia, Lilesa passaÈ arrivato ai Giochi da etiope, li lascia da rifugiato. "Vogliamo la pace. I paesi occidentali appoggiano il governo, che ruba la terra e ammazza le persone. Siamo disperati, ripeterò il mio gesto all'infinito".

22 Ago 2016 - 12:34