GP STIRIA MOTOGP

MotoGP Stiria: KTM prima sulla pista di casa con Oliveira, Ducati a podio con Miller e...  disastro Yamaha

Secondo successo stagionale per la KTM con Miguel Oliveira che beffa all'ultima curva Jack Miller e Pol Espargaro. Pauroso problema ai freni sulla Yamaha di Vinales.

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Sulla pista di casa la KTM vince il GP della Stiria con Miguel Oliveira, al suo primo successo nella MotoGP. Il portoghese ha approfittato della bagarre tra Jack Miller (Ducati Pramac) e Pol Espargaro (KTM, al via dalla pole position) per infilare entrambi e salire sul gradino più alto del podio. Quarto Joan Mir che aveva dominato la prima parte del GP, prima della bandiera rossa provocata dall'incidente di Maverick Vinales, rimasto senza freni con la sua Yamaha. Dovizioso chiude quinto, Rossi nono.

Miguel Oliveira completa nella MotoGP la domenica delle "prime volte" al Gran Premio della Stiria, GP numero 900 nei settantuno anni di storia della premier class. Dopo quelle di Celestino Vietti e Marco Bezzecchi nella Moto3 e nella Moto2, arriva quella del portoghese che, in sella alla KTM del team Tech3, approfitta della bagarre tra Jack Miller (Ducati Pramac) e Pol Espargaro (KTM factory) nelle due ultime curve dell'ultimo giro per infilare entrambi e tagliare per primo il traguardo. Nessun pilota della sua nazionalità era mai riuscito a farcela. Un successo clamoroso per la moto austriaca che piazza due moto sul podio e centra il secondo successo stagionale dopo quello di Brad Binder nel GP della Repubblica Ceca che, lo scorso 9 agosto, aveva aperto la tripletta mitteleuropea chiusa oggi a Spielberg.

Ed ancora ... per la prima volta nessuna moto giapponese raggiuge il podio. Ai piedi dello stesso si ferma infatti la Suzuki con Joan Mir che può recriminare sull'interruzione del GP a causa del pauroso "dritto" di Maverick Vinales che si è buttato a duecento all'ora alla staccata della prima curva, quando si è reso conto che la sua Yamaha era completamente senza freni, tanto da tirare dritta, "scossa" come un cavallo del Palio d Siena senza fantino e prendere fuoco immediatamente dopo l'impatto contro le barriere. Per lo spagnolo, dopo lo spavento del GP d'Austria del weekend di Ferragosto (e la M1 impazzita di Morbidelli che si passa come un missile tra lui e Rossi al tornantino), lasciare il Red Bull Ring incolume è già un gran risultato...

 

Oltre che a Mir, dominatore fino a quel momento, la bandiera rossa fa male anche al giapponese Takaaki Nakagami che, in sella alla Honda LCR, nel corso della prima frazione era sembrato in grado di salire sul podio ed ha invece chiuso il GP in settima posizione, alle spalle di Alex Rins (sesto con l'altra Suzuki) e della Ducati ufficiale di Andrea Dovizioso. Vincitore su questa stessa pista una settimana fa, il forlivese non trova questa volta il ritmo necessario per fare gara di vertice ma il quinto posto gli consente di fare un piccolo ma importante passo avanti e di ridurre a tre soli punti il ritardo da Fabio Quartararo nella classifica generale: 67 punti contro i 70 del francese, mentre Miller è terzo a 56.

Domenica da incubo per i due team Yamaha. Vinales a parte, lo stesso Quartararo (13esimo) e Franco Morbidelli (15esimo) hanno fatto gara di retrovia con le M1 Petronas mentre Valentino Rossi (scattato dalla quinta fila)  ha corso entrambi le frazioni del GP "stabilmente" a cavallo della decima posizione, senza grandi oscillazioni, ed ha chiuso nono, alle spalle di Brad Binder. Il sudaricano è quarto nella generale con 49 punti, uno in più di Vinales e tre in più di Nakagami, mentre Rossi è settimo a 45 punti, braccato da Mir (44) e dal vincitore di giornata Oliveira (43) . Il Dottore è in piena mischia ma intanto può godersi i successi dei suoi piloti Vietti e Bezzecchi in Moto3 e Moto2.

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