LO SFOGO

MotoGP, Rossi: "Ritiro? Deciderò senza correre, ma sarebbe brutto smettere così"

Il pesarese si confessa in quarantena: "Voglio correre, ma non potrò capire prima se sono competitivo"

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Lo stop per coronavirus sta creando grossi problemi a tutto il mondo dello sport, ma in particolar modo a Valentino Rossi. Le prime gare della stagione di MotoGP avrebbero dovuto servirgli per decidere cosa fare nel 2021: ritirarsi prima o continuare con la Yamaha del team Petronas? Una decisione che il pesarese dovrà prendere al buio.

"Sono in una situazione difficile. Come ho già detto la mia prima opzione è continuare perché sono motivato e ne ho voglia, però vorrei prima capire il mio livello di competitività perché ho sofferto molto nella seconda parte della scorsa stagione, troppe volte sono stato lento", ha detto in una intervista doppia con il compagno di team Maverick Vinales.

Vedi anche MotoGP, Marquez: "Stagione breve? Sarebbe complicato e rischioso" Motogp MotoGP, Marquez: "Stagione breve? Sarebbe complicato e rischioso" Quindi cosa fare? "Anche a essere ottimisti potremo iniziare solo nella seconda parte dell'anno, speriamo ad agosto, ma io dovrò decidere prima. Voglio continuare, ma dovrò decidere senza correre. Sicuramente non è il momento migliore per smettere, potremmo anche non correre Sarebbe più corretto fare un'altra stagione e poi ritirarsi. Io voglio correre".

Anche perché ci sarebbero alcuni cambiamenti da verificare in pista: "Secondo me servirebbero 5 o 6 gare per capire se con il nuovo capomeccanico e alcuni cambiamenti in squadra potrò essere più forte. Il problema è che non si sta correndo, quindi dovrò decidere prima di ricominciare".

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Rossi ha analizzato anche gli scenari per riprendere la stagione e far sì che si possa assegnare regolarmente il titolo: "L'ideale sarebbe cominciare ad agosto o settembre e provare a fare 10-12 gare nei circuiti migliori e dove ci sono le condizioni migliori. Spero pero' non si facciano più gare nello stesso circuito e non mi piace nemmeno l'idea di fare due gare nello stesso weekend come in Superbike. Porte chiuse? Sarebbe un peccato perché corriamo per i tifosi ma meglio a porte chiuse che non correre affatto".

Sulla sua "quarantena". "Dopo così tanto tempo nel Mondiale è davvero difficile stare fermi ma ho più tempo per pensare al futuro. E’ come se avessimo appena avuto due mesi interi di vacanze, che non sono esattamente vacanze visto che siamo chiusi in casa. Ho tantissimo tempo per pensare, ma direi che è molto noioso perché siamo abituati a viaggiare in continuazione per il mondo senza avere troppo margine per pensare".

Tempo che, però, può essere usato per progettare il dopo MotoGP: "Ho molti progetti per il futuro, per quando smetterò di correre in MotoGP. Il primo è dedicarmi al mio team e fare crescere giovani piloti italiani e poi voglio correre in macchina, scegliere un campionato e fare 7 o 8 gare all’anno. eSport? Non sono molto competitivo con la virtual MotoGP. Sono cresciuto giocando più con le gare di macchine perché mia mamma mi ha dato i videogiochi fin da piccolo. Vinales e Bagnaia sono velocissimi ma mi sono divertito a fare a sportellate con Petrucci fino all’ultima curva (nella gara di Pasqua, ndr)".

Infine, un pensiero a medici e infermieri: "La situazione è difficile per tutti, ma è particolarmente complicata per chi lavora in prima linea e s’impegna a salvare vite. Per loro non è noioso, è un rischio. Mando loro tutto il mio sostegno e un abbraccio virtuale. Vi ringrazio tantissimo. Non mollate".

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