PAGELLE DA SILVERSTONE

Bagnaia rialza la testa, Vinales prende per mano Aprilia e... il fair play "involontario" di Quartararo

La ripartenza del Mondiale dopo la lunga pausa estiva segna una svolta a tinte rosse nella caccia al titolo

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FRANCESCO BAGNAIA:VOTO 9 Pecco si prende ad inizio gara il tempo (poco!) per mettere a fuoco la situazione, poi interviene "chirurgicamente" sulla storia del tredicesimo appuntamento del Mondiale. Attende il long lap penalty di Quartararo per lasciarsi alle spalle il Diablo senza doverlo attaccare in pista, passa senza patemi il "gemello rosso" Miller, infilza con il fioretto Rins e riprende il fiato (si fa per dire) per difendersi dall'assalto finale di Vinales. La vetta della classifica generale è lontana 49 punti, in pratica l'equivalente di due vittorie, ma l'inerzia del Mondiale è ora dalla sua parte. Tutto può ancora succedere!

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MAVERICK VINALES: VOTO 7,5

Salva il bilancio Aprilia nel weekend sfortunato di Aleix Espargarò, arrivando alle soglie del ritorno alla vittoria. L'indice di... rendimento dello spagnolo - entrato nella top ten della generale - è in continua crescita. Proprio quello che serve alla Casa italiana per puntellare la candidatura iridata di Espargarò, sempre che Maverick si adatti a ricoprire un ruolo simile a quello che Miller interpreta (a favore di Bagnaia) in casa Ducati.

FABIO QUARTARARO: VOTO 5

Il Diablo paga il tempo perso nel long lap penalty ma la sua prova nel GP d'Inghilterra rimane ben al di sotto delle attese: quasi un involontario gesto di... fair play (stile Vingegaard-Pogacar all'ultimo Tour de France) nei confronti del suo più diretto inseguitore Espargarò, al via in precarie condizioni fisiche. Non ne approfita, insomma! Un finale di gara da gambero per il (povero) Diablo, alle prese con una M1 palesemente inferiore a Ducati ed Aprilia ed alla fine relegato al margine basso della top ten. 

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ALEIX ESPARGARO: VOTO 8

Solo apprezzamento per la performance dello spagnolo, al via - "nel giorno di dolore che uno ha" - per giocarsi fino i fondo le proprie chances dopo l'highside del quarto turno di prove libere. Si sapeva che Aleix non avrebbe potuto dare battaglia per le posizioni del podio ma la tenuta alla distanza (del GP) è stata addirittura superiore al previsto. Tenace e stoico, Aleix. Oltretutto molto onesto nell'ammettere - a fine gara - di non aver in realtà accusato così tanto dolore. La corsa al titolo ha ora un cliente in più, ma Espargarò si conferma cliente temibilissimo sia per Quartararo che per il ritrovato Bagnaia. 

ENEA BASTIANINI: VOTO 7

Al via dal centro della terza fila, autore di uno scatto al semaforo non irresistibile, Enea si produce in una scalata verso il vertice che si spegne solo ai piedi del podio. Il periodo opaco seguito allo straordinario inizio di stagione sembra alle spalle ma - per poter tornare davanti a tutti - serve riaffacciarsi alle prime due file dello schieramento di partenza e soprattutto farlo in pianta stabile. Resta la bella serie di sorpassi di Silverstone: particolarmente significativo quello nei confronti di Jorge Martin, con il quale la "Bestia" si gioca il sellino della seconda Ducati factory (ancora per qualche GP occupato da Miller), nell'accesissimo e insidiosissimo derby tra i due piloti dei"satelliti" Gresini e Pramac.

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JOHAN ZARCO: VOTO 4

Tre cadute in tre giorni per il francese: l'ultima è ovviamente la più grave ed impedisce a Johan di essere ancora della partita quando il GP d'Inghilterra entra davvero nel vivo del suo svolgimento. L'exploit delle qualifiche è rimasto senza seguito e la prima vittoria nella premier class continua a rimanere un miraggio per il pilota più esperto del team Pramac. Si sbloccherà anche lui - come vuole... la prassi - dopo quella che da queste parti chiamano la "maiden victory"?

Non riesce a metterci una pezza (parlando di Pramc) nemmeno JORGE MARTIN (VOTO 5,5). Complessivamente inferiore a Zarco per tutto il weekend, lo spagnolo in gara non punge e continua a rimanere al margine basso della top ten del ranking a quota 81 punti, in coabitazione con MIGUEL OLIVEIRA. A proposito: VOTO 6,5 alla bella prestazione del portoghese che probabilmente inizia a sentire l'aria (fresca) del GP di casa della KTM al Red Bull Ring di Spielberg (next stop del calendario), dove due anni fa Miguel mise a segno il primo dei suoi quattro successi non pochi!)  nella premier class. 

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JACK MILLER: VOTO 6,5

L'australiano continua ad offrire uno standard di rendimento di prim'ordine ma lo "spensierato" capitolo finale della sua esperienza ducatista - prima di trasferirsi casco e tuta a Mattighofen - è tutta un "vorrei ma non posso". Lascia la porta ben aperta a Bagnaia (anzi proprio spalancata, ci mancherebbe altro!) e spinge sul gas fino a mettere in cascina un podio basso che gli permette di ridurre a soli sette punti il ritardo da Zarco nella classifica generale. L'importante è accontentarsi.

ALEX RINS: VOTO 5

Scattava dal centro della quarta fila, davanti al compagno di squadra Joan Mir e ad inizio GP ha sperato in un risultato finale ben all'interno delle posizioni che contano. Incassato il "winning pass" da Bagnaia, Alex ha...perso la bussola, "remando" fino al traguardo a causa del degrado - evidentemente anomalo - degli pneumatici. Problema ben evidenziato dalle immagini televisive. Settimo al traguardo, dietro ad Oliveira e davanti a Quartararo. Peggio ha fatto il suo compagno di colori JOAN MIR (VOTO 4), molto presto a terra ma in caduta libera soprattutto nella classifica generale: con un 2023 ancora tutto da inventare, poi!

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