Conte-Sarri, a volte ritornano: sì, ma dove?

Da Londra (entrambi) a Milano (entrambi). Oppure a Roma o a Torino. Quattro panchine per due...

Conte-Sarri, a volte ritornano: sì, ma dove?

Uno lo hanno avvistato a Milano dalle parti della sede dell'Inter, ma lo rivogliono (alcuni tifosi) a Torino e lo sognano (Totti in primis) a Roma. L'altro guarda nervosamente l'orologio, perché il countdown verso l'atteso "come back home" sembra non finire mai e - ancora - c'è quella scocciatura chiamata Europa League da conquistare. In comune hanno Londra. Soltanto Londra. E un bisogno fisico di rilanciarsi dopo aver fatto i conti con le bizze di Abramovich e del popolo di Stamford Bridge. Antonio Conte e Maurizio Sarri, due cui viene facile aggrapparsi quando c'è da ripensare al futuro, due che torneranno a casa, due che però, poi, chissà dove e chissà con chi.

Antonio Conte scherza con le fotografie in tv. Sorriso particolarmente aperto, livello di ansia mai basso come in questo momento, sul tramonto di un anno sabbatico che un po' si è cercato e un po' gli è capitato lì per caso. Le sfoglia, ammicca, dice "questa no" o "questa però ha un bel progetto" e sa Dio a chi si riferisce. Di certo il progetto è al centro dei suoi pensieri. Vuole rilanciarsi, questo sì, ma anche una sfida bella da giocarsi e la possibilità di immaginarsi già vincente, o almeno competitivo. Dicevamo Inter, perché in molti sono certi che quella sarà la sua destinazione. Questo era, almeno, fino a una settimana fa. Perché poi è rispuntata dal nulla la Juve e mica è detto che non possa riprendere da Allegri la sua panchina. Percentuali che oscillano manco un titolo in Borsa. Senza dimenticare la Roma, perché anche dalle parti del Colosseo pensano a rifarsi il look e mettersi addosso il trucco buono delle grandi occasioni. Inter, Juve o Roma. E il Milan? Un anno fa sembrava fatta, poi tutto è sfumato anche (o solo) per colpa di Abramovich. Chissà che non se ne riparli...

Intanto si parla, eccome, di Sarri. Le ultime indiscrezioni lo segnalano nel mirino del Milan. Si lavora sotto traccia, dicono. Lui e Insigne, spiegano. Per ripartire dal punto fermo del gioco e dai fedelissimi. A Napoli c'è più di un suo pupillo in partenza e Sarri, se può, gli amici li fa sedere volentieri alla sua tavola (vedi Jorginho e Higuain). Però Sarri piace anche alla Roma, di nuovo. Due squadre, un posto solo in Champions e uno solo in panchina. Di qui all'ipotesi due il passo è brevissimo: Sarri al Milan, Gattuso in giallorosso, anche lui con la benedizione di Totti, che Rino lo adora come uomo e tanto basta. Tic toc, tic toc, è solo un orologio che consuma secondi una giornata di campionato dopo l'altra. Antonio Conte da una parte, Maurizio Sarri dall'altra. Perché a volte tornano. Già, ma per andare dove?

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