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Lay’s rafforza il proprio impegno a favore delle comunità con Lay’s RePlay, l’iniziativa globale che promuove inclusione sociale e accesso allo sport attraverso la riqualificazione di spazi urbani e la creazione di campi da calcio sostenibili destinati alle comunità locali.
Nel 2026 il progetto evolve con il lancio della RePlay World Cup League, una serie di tornei giovanili ispirati alla FIFA World Cup 2026 che coinvolgeranno nove città a livello internazionale e oltre 2.100 membri delle comunità locali. Per l’Italia, la città designata è Torino: a partire dal 29 marzo, il campo Lay’s RePlay situato all’interno della casa di quartiere Cecchi Point, in via Antonio Cecchi 17, ha ospitato la tappa italiana del torneo. Inoltre, è stata ospitata anche una delegazione di ragazzi provenienti dal progetto Lay’s RePlay di Napoli, dando vita a un momento di incontro tra due realtà diverse, unite dallo stesso percorso educativo e sportivo.
L’iniziativa si inserisce in un progetto più ampio (Lay’s RePlay appunto) che coinvolge giovani provenienti dalle comunità locali, in particolare ragazzi e ragazze che spesso vivono in contesti con accesso limitato alle opportunità sportive, offrendo loro l’occasione di vivere un’esperienza unica. I talenti selezionati avranno inoltre la possibilità di volare negli Stati Uniti durante la FIFA World Cup 2026, assistere a una partita del torneo e rappresentare la propria comunità a livello internazionale come RePlay Ambassador.
Le partite si sono svolte tra febbraio e marzo grazie anche al supporto del partner Balon Mundial, che sin dall’inaugurazione del campo torinese nel 2022 ha sviluppato un programma educativo calcistico fondato su inclusività, senso di appartenenza e promozione della sicurezza, contribuendo ad ampliare l’accesso allo sport e a rafforzare il coinvolgimento dei giovani sul territorio. I tornei infatti mettono al centro non solo la competizione sportiva, ma anche valori come leadership, inclusione e impatto positivo sul territorio. I partecipanti saranno infatti selezionati anche sulla base dell’impegno dimostrato fuori dal campo, valorizzando il ruolo dello sport come strumento di crescita personale e sociale.
Il campo di Torino rappresenta oggi uno dei principali esempi dell’impatto del progetto: nel 2024 ha coinvolto in media circa coinvolto in media circa 80 partecipanti al mese, con oltre 220 persone che accedono regolarmente allo spazio e picchi di utilizzo che hanno raggiunto fino a 240 presenze mensili. Gli eventi organizzati, tra cui open day, tornei e attività di comunità, hanno coinvolto diversi partecipanti e il programma ha generato circa 50 ore di attività mensili. Numeri in costante crescita che raccontano un progetto capace di superare i target iniziali e diventare un punto di riferimento per la comunità locale, con un utilizzo sempre più intenso e una partecipazione sempre più ampia. A distinguere il modello è anche la sua forte vocazione inclusiva: la partecipazione femminile ha raggiunto il 50%, arrivando fino al 75% negli ultimi mesi, contribuendo a trasformare il campo in uno spazio sempre più aperto, accessibile e rappresentativo delle nuove generazioni.
Accanto a Torino, anche Napoli con il campo di Scampia, rappresenta un pilastro del progetto in Italia. Nel corso del 2025, il campo Lay’s RePlay di Scampia ha registrato una media di 69 partecipanti mensili ai programmi educativi, oltre 57 ore di attività al mese e più di 1.400 partecipanti agli eventi organizzati durante l’anno. Complessivamente, il campo è stato vissuto da oltre 18.000 persone, con più di 2.500 utenti della comunità e una media di oltre 200 utilizzatori mensili, confermandosi un punto di riferimento stabile, accessibile e inclusivo per il territorio.
In questo senso, Lay’s RePlay si distingue in entrambe le città per la capacità di creare inclusione reale: giovani provenienti da contesti diversi, tra cui ragazzi con background migratorio, persone con fragilità e team misti, trovano nel calcio un terreno comune di crescita, relazione e integrazione. Non solo sport, ma un vero e proprio spazio educativo e sociale, costruito insieme alla comunità e non calato dall’alto, in cui anche famiglie e partecipanti diventano parte attiva del progetto.
Le attività, sviluppate con il supporto dei partner locali, Balon Mundial a Torino e Play for Change a Napoli, promuovono un modello educativo strutturato e replicabile, rafforzato anche da percorsi di formazione dedicati ai coach e dall’adozione di metodologie inclusive come il Football3, contribuendo a generare un impatto duraturo nel tempo.