F1, paura per Sainz a Sochi

Lo spagnolo della Toro Rosso sbatte a 300 km/h e resta a lungo incastrato sotto le barriere: ma sta bene

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Terrore a Sochi durante le libere 3 del GP di Russia di F1. A poco più di 20' dal termine della sesisone Carlos Sainz è andato a sbattere violentemente, infilandosi sotto le barriere. Il pilota spagnolo della Toro Rosso è rimasto a lungo incastrato, con i soccoritori che hanno fatto parecchia fatica per liberarlo, tanto che c'è voluta una piccola gru per estrarre la sua monoposto dalle protezioni. Per fortuna non ha riportato gravi conseguenze.

I medici arrivati sul posto hanno subito rassicurato tutti e lui stesso si è mosso, dialogando con i dottori e cercando di togliersi il casco da solo. Per estrarlo dalla macchina insieme a tutto il sedile, però, ci sono voluti parecchi, lunghissimi, minuti. Sainz, figlio dell'ex campione mondiale di rally che in questa occaione non è presente in Russia, ha poi fatto cenno con il pollice alzato che era tutto ok, mentre in barella lo facevano salire sull'ambulanza. Poi è stato trasportato in ospedale con elicottero per ulteriori controlli. Qui è stato sottoposto a una Tac, che non ha riscontrato fratture o danni interni. Per sicurezza, tuttavia, verrà dimesso solo domenica mattina.

Quanto alla ricostruzione dell'incidente, non è chiaro cosa sia realmente successo alla curva 13. Nelle immagini si vede la macchina di Sainz che picchia lateralmente contro il muretto dopo una sbandata, distruggendo il fianco sinistro prima di andare a sbattere senza avere la possibilità di frenare. Al termine di quel rettilieno si superano i 300 km/h e nell'impatto lo spagnolo avrebbe subìto una decelerazione di più di 40 G, rimanendo miracolosamente illeso. Quanto alla causa dell'uscita, potrebbe essere stato solo un errore di guida del pilota.

Borja Ortiz-Echagüe, agente del pilota spagnolo della Toro Rosso, ha pubblicato una foto su Twitter che tranquillizza tutti. Carlos Sainz appare sorridente nel letto dell'ospedale, mostrando il pollice. Una buona notizia che fa ben sperare sul pronto recupero dell'iberico.

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