IL CASO

F1, c'è la condanna per Racing Point: multa e penalità, reprimenda per due GP

La scuderia anglo-canadese è stata condannata dopo le rimostranze di Renault. Ricorso Ferrari

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La decisione era attesa da giorni, la condanna per Racing Point arriva a poche ore dall'avvio della prima sessione di libere del GP del 70° anniversario a Silverstone. Saranno 400mila euro di multa e 15 punti di penalità per la scuderia anglo-canadese finita al centro di un caso sollevato da Renault per l'eccessiva somiglianza interna con la Mercedes dello scorso anno, una RP20 troppo simile alla W10 campione del Mondo che non è sfuggita agli addetti ai lavori. La condanna, però, ha dell'inedito: 7.5 punti di penalità e 200mila euro di multa a testa per Stroll e Perez in classifica, 15 in classifica costruttori per la scuderia.

Sorride, a metà, la Renault che vede accolto il reclamo contro le "Mercedes Rosa". Secondo quanto comunicato dalla FIA, che ha pubblicato sul proprio sito un documento di 14 pagine per giustificare la decisione presa dalla commissione, la Racing Point ha subito la condanna per il GP della Stiria, il secondo della stagione in Austria, mentre ha ricevuto solo una reprimenda per i successivi a Budapest e Silverstone.

Tale decisione genererà di certo ulteriori discussioni, con la Renault sul piede di guerra e pronta a non lasciare spazio ad ulteriori errori al team di Silverstone. A far nascere i dubbi sulla RP20 erano bastati già i test di Barcellona quando, scesi in pista, alla Renault non era sfuggita la somiglianza tra la RP20 e la Mercedes della scorsa stagione. Al centro del caso, documentato con tanto di fotografie, era finito il sistema sulle prese d’aria dei freni molto simile tra le due vetture. Da parte di Racing Point, già alle prime battute del Mondiale, era arrivata l'ammissione di aver tratto ispirazione dalle Freccie d'Argento, ma da Silverstone avevano assicurato che tutto era stato fatto nel rispetto delle normative vigenti.

SZAFNAUER: "PRONTI A PRESENTARE APPELLO"
Otmar Szafnauer, team principal della Racing Point, si è detto pronto ad impugnare la sentenza per fare ricorso: “Iniziamo con il dire che la nostra vettura è stata ufficialmente decretata conforme alle regole, e può essere utilizzata ancora così com’è. Ci è stato criticato il processo di elaborazione della monoposto riguardo le prese d’aria dei freni".

"Sia ben chiaro, avevamo letto attentamente le regole e sapevamo di essere nel giusto, non c’è niente che vada a toccare il nostro approccio. Altri team hanno fatto lo stesso, anzi anche peggio. Tutto mi sembra molto confuso, per cui stiamo valutando se fare appello alla sentenza”.

Stando a quanto riferito da Szafnauer nella RP20 "c’è solo una parte che è passata da ‘parte non elencata’ a ‘parte elencata’. Il condotto dei freni. Io ero presente alla riunione del gruppo di strategia quando abbiamo votato per questo passaggio da ‘parte non elencata’ a ‘parte elencata’. Alcune squadre non volevano che questo accadesse. Noi siamo stati il voto decisivo. Su questo ho sostenuto Abiteboul con tutto il cuore. Abbiamo iniziato questo processo ben prima che i condotti dei freni venissero presi in considerazione per passare da ‘non elencati’ a ‘elencati’".

LA FERRARI FA RICORSO
"Possiamo confermare che abbiamo appena dichiarato la nostra intenzione di fare appello contro la decisione dei commissari della Fia riguardo alla Racing Point". La Ferrari ha così deciso di fare ricorso contro la sentenza della federazione che prevede una penalita' (15 punti nel campionato costruttori e una multa di 400.000 euro) per la scuderia canadese accusata d'aver copiato la Mercedes del 2019.

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